COORDINAMENTO DEL PROGRAMMA
Un costo, un solo capitolo
Casa finanzia gli alloggi ERP e le relative opere, compresi gli impianti previsti dai suoi capitolati. Energia finanzia interventi su altri alloggi o componenti tecniche ulteriori, contabilizzate separatamente. Il registro ERP resta specifico; autenticazione e infrastrutture comuni sono imputate alla PA. I servizi sociali qui previsti riguardano morosità, assegnazione e mobilità abitativa, non corsi o assistenza clinica.
Le dotazioni sono scenari lordi. Le quote già finanziate altrove devono essere escluse dall’impegno; eventuali economie non sono contabilizzate senza una verifica analitica. Gli obiettivi richiedono conferma della capacità del capitolo di sostenerli.
Costi, coperture e quadro complessivo ↗Diritto alla casa
Le case ci sono. Rimettiamole in vita.
Una casa sicura, un’assegnazione trasparente, uno Stato che risponde. 10 Volte Meglio propone un servizio nazionale della casa: conoscere ogni alloggio pubblico, recuperare quelli inutilizzati, proteggere chi vi abita legittimamente e aprire opportunità di mobilità in tutta Italia.
Il nostro impegno in cinque anni
| 100% | 60.000 | 200.000 |
|---|---|---|
| Patrimonio ERP da mappare | Alloggi vuoti da recuperare e assegnare | Altri alloggi da riqualificare |
Da dove partiamo
Proponiamo 8,5 miliardi di euro in cinque anni: 1,7 miliardi l’anno in media. È una stima programmatica lorda, non uno stanziamento già disponibile. La prima priorità è trasformare le risorse in chiavi consegnate.
Meno case chiuse. Più porte aperte.
Conoscere e recuperare
Conoscere e recuperare
Una carta di identità per ogni alloggio
Entro 12 mesi dall’avvio, una ricognizione amministrativa nazionale di tutti gli alloggi ERP: proprietario, gestore, titolo di utilizzo, stato di occupazione, lavori necessari, accessibilità, consumi e tempi di assegnazione. Entro 24 mesi, verifiche tecniche prioritarie sugli immobili più a rischio. Censire non equivale a certificare la sicurezza strutturale.
Il registro integra le banche dati già esistenti. Un codice univoco collega ciascun immobile a interventi e finanziamenti, impedendo doppi conteggi. Sul portale pubblico compaiono dati aggregati, costi e tempi; indirizzi degli alloggi vuoti, identità degli abitanti e informazioni sensibili restano riservati agli uffici autorizzati.
Prima le case recuperabili
Cantieri distinti per lavori rapidi, manutenzione straordinaria e interventi strutturali complessi. Priorità a rischio, domanda abitativa effettiva e costo per alloggio restituito. Progetti standard, accordi quadro e lotti accessibili anche alle PMI, con controlli antimafia, tracciabilità e verifiche di qualità.
Per ogni alloggio: un responsabile, una scadenza e un costo pubblicato. Obiettivo di servizio: consegna entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori e dalla piena disponibilità giuridica, con istruttoria dell’assegnazione avviata durante il cantiere. Le eccezioni devono essere motivate e verificabili.
Ristrutturare tutto ciò che ne ha bisogno
L’impegno riguarda l’intero patrimonio, ma procede per priorità e cicli pluriennali. Il primo quinquennio finanzia 260.000 interventi su alloggi distinti. Il fabbisogno per completare gli altri sarà determinato dal censimento: non promettiamo che 8,5 miliardi bastino a ristrutturare tutte le case popolari italiane.
Ordine di grandezza illustrativo di lungo periodo: su 900.000 alloggi ipotetici, 20.000–40.000 euro medi di lavori corrispondono a 18–36 miliardi, esclusi costi di gestione e grandi ricostruzioni. Non è un censimento né un preventivo nazionale; gli importi includono, non si sommano automaticamente a, quelli del primo quinquennio.Ogni casa ha un numero. Ogni ritardo un responsabile.
Una responsabilità nazionale
Una responsabilità nazionale
Istituire il Ministero della Casa
Vogliamo concentrare nel nuovo Ministero della Casa la responsabilità politica nazionale, la programmazione finanziaria, gli standard del servizio, il registro e il monitoraggio. Le strutture statali esistenti vanno riordinate: il Ministero deve assorbire funzioni, personale e sistemi, evitando di sovrapporre nuovi uffici ai precedenti.
Il trasferimento integrale delle competenze oggi distribuite tra Comuni, Regioni ed enti gestori è un obiettivo di riforma, non l’effetto automatico dell’istituzione del Ministero. A Costituzione vigente, la gestione ERP ricade nella competenza regionale: una centralizzazione generale richiede una revisione costituzionale e norme attuative, nel rispetto delle autonomie speciali [2].
Nel frattempo, proponiamo una legge istitutiva del Ministero, standard nazionali finanziati e intese con le Regioni. Gli uffici territoriali restano sportelli di prossimità. L’eventuale trasferimento di immobili, debiti, contratti e personale deve essere preceduto da una ricognizione; non è compreso automaticamente nel costo della nuova amministrazione.
Una domanda sola e più possibilità
Un fascicolo nazionale elimina domande duplicate e rende confrontabili i bisogni. Alle graduatorie territoriali si affianca un canale nazionale volontario: il richiedente indica le zone accettabili, i vincoli di lavoro, scuola, salute e assistenza. Un alloggio adeguato può essere proposto anche in un’altra regione.
Bari → Perugia: sì, è un modello realizzabile con regole comuni e accordi tra enti; oggi non esiste un diritto generale a trasferire automaticamente il proprio posto in graduatoria. L’esempio è ipotetico, non attesta disponibilità reali nelle due città.
Avvio su alloggi rimasti senza candidati locali compatibili e su quote concordate in base al fabbisogno. Punteggio centrato su reddito, disagio abitativo e fragilità; nessun privilegio sproporzionato per anzianità di residenza [3]. Il rifiuto di un’offerta fuori dalle aree scelte non fa perdere la posizione locale. Aiuti al trasloco, portabilità del fascicolo e decisioni motivate, verificabili e impugnabili.
Il diritto alla casa non si ferma al confine del Comune.
Case sicure e diritti protetti
Case sicure e diritti protetti
Proteggere gli alloggi dalle occupazioni
Mettere in sicurezza gli accessi appena un alloggio si libera; attivare segnalazioni rapide, controlli sugli immobili a rischio, custodia temporanea e protocolli tra gestori, prefetture e forze dell’ordine. Vietare compravendite abusive di chiavi e subaffitti illeciti, con controlli sul titolo e sull’effettivo utilizzo dell’abitazione.
La disciplina penale del 2025 ha già introdotto gli artt. 634-bis c.p. e 321-bis c.p.p. per le occupazioni di immobili destinati a domicilio altrui. La procedura urgente per l’unica abitazione effettiva non si estende automaticamente a ogni alloggio ERP vuoto: proponiamo una disciplina specifica di recupero rapido del patrimonio pubblico, con controllo giudiziario e tutela del contraddittorio [4].
Obiettivo operativo: verifica della segnalazione entro 48 ore, non promessa di sgombero universale in 48 ore. Il recupero del possesso segue il titolo e la procedura applicabile. Nessuna assegnazione automatica come premio all’occupazione; emergenze sociali, minori e persone fragili richiedono percorsi separati di protezione.
Sicurezza degli edifici e della convivenza
Ogni nuova consegna richiede verifiche documentate di abitabilità e degli impianti, rispetto degli obblighi antincendio applicabili e valutazione dei rischi strutturali. Accessibilità in rapporto al nucleo assegnatario; interventi su ascensori, illuminazione e spazi comuni. Gli edifici pericolosi richiedono protezione immediata e sistemazioni temporanee.
Chi riceve un alloggio deve possedere i requisiti economici e patrimoniali, dichiarare correttamente il nucleo, usarlo come abitazione e rispettare il patto di convivenza. Frodi, cessioni illecite e condotte gravi accertate comportano conseguenze proporzionate previste dalla legge, con contestazione e ricorso. Nessuna esclusione automatica per una semplice denuncia o per qualsiasi precedente penale; le responsabilità sono personali.
Prevenire il degrado prima che ritorni
Canoni commisurati alla capacità economica, verifica periodica dei requisiti e transizione graduale per chi migliora il reddito. Fondo per morosità incolpevole, manutenzione programmata e mediazione di condominio. Recupero di immobili pubblici inutilizzati e beni confiscati solo dopo verifica di costi, destinazione, accessibilità e servizi: ogni ampliamento oltre il piano base richiede una copertura separata.
La casa popolare si assegna. Non si conquista con la forza.
Quanto costa e come finanziarlo
Quanto costa e come finanziarlo
Scenario centrale 2027–2031: 8,5 miliardi di euro a prezzi 2026. Le cifre sono ipotesi di programmazione: serviranno progetti, prezzari territoriali e una relazione tecnica per trasformarle in stanziamenti.
| Intervento e ipotesi di calcolo | Miliardi € |
|---|---|
| 60.000 alloggi vuoti × 30.000 € | 1,80 |
| 200.000 altri alloggi × 20.000 € | 4,00 |
| Registro, verifiche iniziali e piattaforma | 0,20 |
| Protezione immobili e accessi | 0,30 |
| Manutenzione ricorrente: 200 mln €/anno | 1,00 |
| Fragilità, morosità incolpevole e mobilità | 0,35 |
| Ministero e attuazione: 30 mln €/anno | 0,15 |
| Riserva per imprevisti e rincari | 0,70 |
| TOTALE QUINQUENNALE | 8,50 |
Le coperture da approvare
Proposta di riparto: 6,5 miliardi dal bilancio statale, 1 miliardo da programmi europei ammissibili e 1 miliardo da cofinanziamenti territoriali. Nessuna delle tre quote è qui certificata come disponibile. I capitoli statali e le eventuali riduzioni di altre spese devono essere individuati in legge di bilancio; fondi UE e quote locali richiedono accordi e verifica di ammissibilità.
Il Piano Casa vigente autorizza già 970 milioni nel 2026–2030 per il programma di recupero ERP e sociale [5]. Non li sottraiamo automaticamente: possono essere già impegnati, riguardare altri interventi o anni differenti. Ogni euro riutilizzabile ridurrà il nuovo fabbisogno solo dopo una riconciliazione per progetto. Nessun doppio finanziamento con PNRR, fondi clima o altri programmi.
Se le coperture non si perfezionano, le fasi successive non partono senza risorse sostitutive approvate. L’assenza dei 2 miliardi europei e territoriali porterebbe il fabbisogno statale lordo a 8,5 miliardi. Risparmi energetici, recupero morosità e vendite non sono iscritti come entrate certe.
Sensibilità: variando i recuperi a 20.000–40.000 € e le altre riqualificazioni a 12.000–28.000 €, ferme le altre voci, il totale varia da 6,3 a 10,7 miliardi. Il piano base non finanzia l’adeguamento sismico integrale di tutto il patrimonio.Risultati che si possono controllare
Risultati che si possono controllare
Una tabella di marcia pubblica
Primi 100 giorni: disegno di legge, accordo quadro con Regioni ed enti, inventario delle risorse e avvio dei cantieri già maturi. Entro 12 mesi: censimento amministrativo e primo portale. Entro 24 mesi: verifiche tecniche prioritarie e sperimentazione della mobilità nazionale. Il cronoprogramma assume avvio finanziato nel 2027.
| Obiettivo annuale | 2027 | 2028 | 2029 | 2030 | 2031 |
|---|---|---|---|---|---|
| Vuoti recuperati e assegnati | 5.000 | 15.000 | 20.000 | 15.000 | 5.000 |
| Altri alloggi riqualificati | 10.000 | 30.000 | 50.000 | 60.000 | 50.000 |
Il cruscotto che ogni cittadino può leggere
Ogni trimestre pubblichiamo alloggi censiti, cantieri avviati e conclusi, chiavi consegnate, tempi mediani di assegnazione, costo per intervento e nuove occupazioni. Le case semplicemente finanziate non contano come recuperate. Unità immobiliari uniche e verifiche indipendenti impediscono di moltiplicare artificialmente i risultati.
Le graduatorie riportano criteri e punteggi in forma compatibile con la privacy. Un canale accessibile anche allo sportello permette reclami e rettifiche. Le decisioni restano responsabilità di persone identificabili: nessuna esclusione affidata soltanto a un algoritmo.
Che cosa aggiungiamo alle misure esistenti
Non partiamo da zero: il D.L. 66/2026, convertito nella L. 116/2026, prevede già recuperi e ricognizioni [5]; il protocollo Invimit–Federcasa del 5 ottobre 2026 avvia una ricognizione patrimoniale [6]. La nostra proposta aggiunge responsabilità ministeriale stabile, interoperabilità, mobilità volontaria nazionale e finanziamento della manutenzione nel tempo, con risultati pubblici e controllabili.
Una casa dignitosa. Regole uguali. Risultati visibili.
Fonti e criteri di lettura
Fonti e criteri di lettura
Quadro informativo verificato al 20 ottobre 2026. I numeri del patrimonio descrivono il perimetro delle fonti e il periodo di rilevazione, non una fotografia in tempo reale. Costi, scadenze e obiettivi di 10 Volte Meglio sono proposte da approvare.
[1] Federcasa–Nomisma, Osservatorio nazionale ERP 2024/25, 23 aprile 2026, pp. 3–4 e 20–22. Fonte dei 797.034 alloggi ERP, 61.300 sfitti per manutenzione e 22.700 occupati abusivamente. Il rapporto comprende inoltre 26.700 alloggi non ERP, esclusi dal confronto. Consulta la fonte
[2] Corte costituzionale, sentenza 94/2007. Riparto tra livelli essenziali statali, governo del territorio e gestione regionale. La riforma istituzionale proposta deve rispettare gli artt. 117 e 118 Cost.; un trasferimento generale e unilaterale non è realizzabile con il solo decreto istitutivo del Ministero. Consulta la fonte
[3] Corte costituzionale, sentenze 1/2026 e 70/2026. Centralità del bisogno nell’accesso all’ERP e limiti ai requisiti e punteggi di residenza protratta. Consulta la fonte
[4] Procura della Repubblica di Crotone, linee guida del 19 novembre 2025 sulle occupazioni di immobili destinati a domicilio. D.L. 48/2025, convertito nella L. 80/2025; artt. 634-bis c.p. e 321-bis c.p.p. Consulta la fonte
[5] Gazzetta Ufficiale n. 152 del 3 luglio 2026, D.L. 66/2026 coordinato con L. 116/2026, artt. 2–3. Art. 2, comma 4: 970 milioni complessivi nel 2026–2030. Le ulteriori possibilità di finanziamento non sono contabilizzate come liquidità libera nel nostro piano. Consulta la fonte
[6] Invimit, comunicato del 5 ottobre 2026 sul protocollo con Federcasa per la ricognizione del patrimonio destinabile a edilizia residenziale sociale e pubblica. Consulta la fonte
Come leggere il preventivo
Il costo medio di 30.000 euro per i recuperi è un’assunzione prudenziale di piano, non una media nazionale certificata. La riqualificazione da 20.000 euro è selettiva e non equivale a rifacimento completo. Per il censimento si ipotizzano circa 900.000 schede: 90 milioni a 100 euro per scheda e 110 milioni per sistema, integrazioni e verifiche iniziali. I rilievi strutturali approfonditi rientrano nei progetti di intervento.
I 350 milioni sociali sono un plafond proposto: 200 per fragilità e morosità incolpevole, 100 per assistenza e mediazione, 50 per mobilità. Dopo il 2031 occorre rifinanziare manutenzione e funzionamento: almeno 230 milioni annui per le due voci già esplicitate, oltre a servizi sociali, piattaforma e sicurezza da rideterminare. Non è previsto il trasferimento contabile dei debiti degli enti gestori.