COORDINAMENTO DEL PROGRAMMA
Un costo, un solo capitolo
Cura finanzia prestazioni cliniche, personale sanitario, prevenzione, innovazione e strutture del proprio piano. Esclude le prestazioni aggiuntive penitenziarie già imputate a Giustizia. Futuro finanzia soltanto cura e accompagnamento non sanitari; le attività cliniche rimangono qui. Digitalizzazione sanitaria e sicurezza di dispositivi clinici sono distinte dai componenti comuni PA. Il fondo premiale di un miliardo annuo è già incluso nei dieci miliardi a regime, non si aggiunge di nuovo.
Le dotazioni sono scenari lordi. Le quote già finanziate altrove devono essere escluse dall’impegno; eventuali economie non sono contabilizzate senza una verifica analitica. Gli obiettivi richiedono conferma della capacità del capitolo di sostenerli.
Costi, coperture e quadro complessivo ↗Diritto alla cura
Il tempo di una cura è tempo di vita.
Un Servizio sanitario nazionale accessibile, capace di innovare e di riconoscere chi cura bene. Il paziente deve poter conoscere il proprio percorso, ricevere assistenza anche vicino a casa e scegliere sulla base di informazioni affidabili. La competizione tra strutture deve migliorare il servizio, mantenendo garantite le cure essenziali per tutti.
| Tempi verificabili | Qualità premiata | Continuità della cura |
|---|---|---|
| Prenotazioni e percorsi di tutela coordinati | 1 miliardo annuo proposto per qualità, progressi e collaborazione | Ospedale, territorio e domicilio collegati |
Quando l’accesso diventa un ostacolo
Proponiamo un patto nazionale per accesso e qualità: agende aperte e coordinate, équipe valorizzate, ospedali sicuri, assistenza territoriale operativa e tecnologie valutate sui benefici. Il cittadino resta assistito anche se non ha uno smartphone o non può spostarsi.
Scenario iniziale 2027–2031: 45 miliardi aggiuntivi a prezzi 2026, di cui 15 per investimenti e 30 per l’avvio progressivo dei servizi. A regime: 10 miliardi annui aggiuntivi. Sono ipotesi programmatiche, con coperture da individuare e senza sommare fondi già impegnati.Premiare chi cura meglio. Aiutare ogni ospedale a migliorare.
Una prenotazione, un percorso, una risposta
Una prenotazione, un percorso, una risposta
Esistono già la Piattaforma nazionale delle liste d’attesa e il PNGLA 2026–2028, adottato con decreto del 26 giugno 2026. Il Piano prevede integrazione delle piattaforme, appropriatezza e organizzazione dell’offerta [2, 3]. La proposta rafforza l’attuazione: un portale di monitoraggio non equivale ancora a un’agenda nazionale prenotabile.
| Passaggio | Servizio proposto |
|---|---|
| Prescrizione | Quesito clinico, priorità e prestazione corretti; verifica clinica delle richieste incomplete senza far ripartire inutilmente il paziente. |
| Prenotazione | Accesso via CUP, telefono, sportello e canale digitale. Disponibilità pubbliche e private accreditate convenzionate visibili nella rete regionale, poi interregionale. |
| Nessuna disponibilità nei tempi | Registrazione della richiesta e attivazione del percorso di tutela; un operatore cerca l’alternativa a carico del SSN alle condizioni previste, senza imporre l’anticipo del prezzo privato. |
| Posto liberato | Richiamo volontario di chi attende, secondo priorità clinica e data; conferme e disdette semplici. Escludere cancellazioni automatiche per chi non risponde a un messaggio. |
| Controlli successivi | Per malattie croniche e percorsi specialistici, appuntamenti programmati dall’équipe quando indicato, con prescrizioni e informazioni condivise. |
Obiettivo di servizio proposto: contatto dell’operatore entro due giorni lavorativi dalla segnalazione di indisponibilità, senza ritardare urgenze o emergenze. Non è una promessa di eseguire qualsiasi esame entro due giorni. Priorità e tempi clinici restano quelli applicabili, con rivalutazione medica se le condizioni cambiano.
Mobilità scelta, non obbligata
Quando utile, offrire disponibilità in altre regioni con accordi tariffari e compensazioni verificabili. Per fragilità e basso reddito, sostegno a trasporto e accompagnamento. La possibilità di spostarsi non sostituisce il dovere di migliorare l’assistenza locale. Rifiutare una sede incompatibile con salute o accessibilità non deve cancellare automaticamente la richiesta.
Più capacità utilizzabile
Orari estesi solo con turni, personale e manutenzione finanziati; contratti aggiuntivi trasparenti con erogatori accreditati per prestazioni appropriate. Monitorare separatamente attività istituzionale e libera professione, evitando che ritardi nel servizio pubblico indirizzino impropriamente verso prestazioni a pagamento. Una riduzione delle attese non può dipendere dal nascondere richieste, declassare priorità o sospendere le agende.
Una prenotazione. Un percorso. Una risposta.
La concorrenza che migliora le cure
La concorrenza che migliora le cure
Il Programma Nazionale Esiti di AGENAS è una base esistente per audit e miglioramento [4]. Proponiamo valutazioni per percorso e area clinica, confrontando strutture con funzioni e pazienti simili. Un ospedale di emergenza, un centro oncologico e una struttura riabilitativa non possono essere confrontati con una sola graduatoria generale.
| Griglia sperimentale: 100 punti | Peso | Che cosa osservare |
|---|---|---|
| Esiti clinici | 35 | Mortalità e complicanze pertinenti, riammissioni non programmate da analizzare, recupero funzionale e risultati riferiti dai pazienti. |
| Accesso e continuità | 20 | Tempi per priorità, richieste ancora in attesa, follow-up e passaggi ospedale-territorio. |
| Sicurezza e appropriatezza | 20 | Infezioni, farmaci, procedure sicure, necessità delle prestazioni e gestione degli eventi avversi. |
| Equità e complessità | 15 | Accesso dei fragili, rifiuti e trasferimenti, barriere linguistiche o economiche e presa in carico dei casi difficili. |
| Esperienza e comunicazione | 10 | Comprensione delle cure, rispetto, risposta ai reclami e decisioni condivise; rilevazioni indipendenti. |
Il paziente difficile non deve diventare uno svantaggio
Correggere gli esiti con modelli clinicamente validati per età, gravità e comorbidità precedenti alle cure. Verificare gli esiti anche per gruppi sociali: il contesto non deve giustificare standard inferiori. Controllare rifiuti, trasferimenti, codifiche e dimissioni anticipate; seguire il paziente oltre il singolo ricovero.
Esempio didattico, non dati reali: un reparto con mortalità osservata del 4% e attesa del 5% ha un rapporto osservato/atteso di 0,8; un altro con 2% osservato e 1% atteso ha un rapporto di 2. Il valore grezzo più basso non prova una qualità migliore. Occorrono campioni adeguati, modelli affidabili e altri indicatori.
Confrontarsi e collaborare
Pubblicare schede comprensibili per patologia con tempi, qualità e servizi disponibili. La scelta resta condivisa con il medico. Centri esperti assistono quelli in difficoltà con formazione e teleconsulti; attività complesse in reti appropriate, con trasporti e continuità locale. Nessuna chiusura automatica in base a una classifica.
La qualità si vede nei risultati, anche nei casi più difficili.
Premi alle strutture e alle équipe
Premi alle strutture e alle équipe
| Destinatari o finalità | Fondo annuo proposto | Regola |
|---|---|---|
| Strutture e reti di cura | 600 milioni € | Reinvestimento vincolato in servizi, sicurezza, attrezzature e accesso. |
| Équipe e personale | 300 milioni € | Medici, infermieri, tecnici, operatori e amministrativi: contributo documentato ai risultati. |
| Direzioni | 20 milioni € | Valutazione esterna e obiettivi controllabili; nessuna autoassegnazione. |
| Collaborazione e trasferimento di buone pratiche | 80 milioni € | Progetti tra strutture, incluse quelle dei territori più fragili. |
| TOTALE | 1 miliardo € | Già incluso nel costo annuo del programma. |
Per le prime tre componenti: proposta di attribuire metà delle risorse a qualità raggiunta e metà a miglioramento verificato rispetto alla base pluriennale. Il riparto della componente collaborazione segue progetti valutati separatamente. Nessun automatismo prima del pilota e degli accordi necessari.
Una quota aggiuntiva, con limiti
Tetto proposto del premio alla struttura: 2% del finanziamento ordinario annuo delle attività comprese nel programma. Premi individuali entro il 5% della retribuzione annua lorda, nei limiti di legge e contrattazione. Il fondo include gli oneri del datore dove dovuti; i benefici non sono importi netti garantiti. Risorse non assegnabili restano vincolate al miglioramento dei servizi.
Esempio: su 100 milioni di finanziamento ordinario ammissibile, il premio massimo alla struttura è 2 milioni; 1 milione assegnato può finanziare un progetto verificato di accesso e sicurezza. Il premio al personale proviene dal relativo fondo, non va prelevato una seconda volta dal premio strutturale.
Le condizioni che rendono credibile il sistema
Valutatori indipendenti, conflitti dichiarati, controlli su campioni di cartelle e dati collegati, motivazioni e ricorsi. La segnalazione di un errore non deve far perdere il premio: premiare la capacità di rilevarlo e correggerlo. Frodi e manipolazioni accertate comportano esclusione o recupero proporzionato del premio secondo procedure definite, oltre alle responsabilità previste.
Finanziamento essenziale e cure dovute restano garantiti. Le strutture con criticità ricevono piani di miglioramento e supporto; rischi immediati richiedono interventi di sicurezza, senza attendere la valutazione annuale. Nessun incentivo a scegliere solo pazienti semplici, aumentare prestazioni inutili o ridurre assistenza necessaria.
Pubblico e privato accreditato possono partecipare con obblighi equivalenti, limiti contrattuali e verifiche. Premi per attività SSN, separati da quelle private. Una quota di compenso di percorso sperimentale può remunerare coordinamento e follow-up, con correzione per rischio e tutela dei casi eccezionalmente costosi; non un tetto cieco alle cure.La cura continua anche fuori dall’ospedale
La cura continua anche fuori dall’ospedale
Case della Comunità, Centrali operative territoriali e assistenza domiciliare sono già parte della riforma DM 77/2022, monitorata da AGENAS [5]. La priorità è renderne effettivi i servizi e l’integrazione, contando ore e prestazioni realmente disponibili oltre agli edifici inaugurati.
| Idea | Applicazione concreta |
|---|---|
| Un referente per i pazienti complessi | Piano condiviso tra medico di famiglia, specialisti e infermiere; contatto riconoscibile, controlli programmati e riconciliazione delle terapie. |
| Dimissione accompagnata | Prima dell’uscita: terapia comprensibile, appuntamenti necessari, collegamento ai servizi e verifica dei bisogni domestici. Contatto entro 72 ore per fragili selezionati, anticipato se clinicamente necessario. |
| Ospedale a domicilio | Sperimentazioni per pazienti clinicamente idonei: équipe, visite e reperibilità, con accesso rapido al ricovero. Adesione informata, abitazione adeguata e nessun obbligo di assistenza gratuita imposto ai familiari. |
| Salute mentale accessibile | Rafforzare servizi territoriali e neuropsichiatria, accesso precoce e continuità; coordinamento con scuola e servizi sociali senza medicalizzare ogni disagio. |
| Prevenzione mirata | Inviti e richiamo per screening raccomandati, vaccinazioni, contrasto a fumo e sedentarietà, salute nei luoghi di lavoro. Evitare esami indiscriminati privi di indicazione. |
| Cure palliative e riabilitazione | Presa in carico appropriata e precoce secondo bisogno, controllo dei sintomi, sostegno ai caregiver e recupero funzionale. |
Un accesso che tenga conto della vita reale
Orari e sedi accessibili a lavoratori, persone con disabilità e residenti nelle aree interne. Mediazione linguistica, materiali comprensibili e canali assistiti. Consultori e percorsi per salute femminile, maternità, infanzia e fragilità; odontoiatria sociale mirata da programmare per bisogni e risorse, senza promettere copertura universale non finanziata.
Rispettare libertà religiosa, riservatezza e consenso attraverso soluzioni compatibili con sicurezza e appropriatezza. Nessuna priorità clinica basata su fede, origine, reddito o influenza personale. Cure essenziali garantite secondo i diritti previsti dall’ordinamento.
La dotazione territoriale finanzia capacità aggiuntiva definita dai distretti, non l’intero costo dell’assistenza domiciliare nazionale. Coordinare questa proposta con scuola e sussidi per non finanziare due volte gli stessi interventi.Innovazione utile, professionisti valorizzati
Innovazione utile, professionisti valorizzati
| Innovazione | Condizione per adottarla |
|---|---|
| AI per ridurre la burocrazia clinica | Bozze di documenti e sintesi verificate dal professionista; misurare il tempo recuperato e gli errori. Nessuna firma o decisione clinica automatica. |
| Diagnostica assistita | Strumenti validati per lo specifico uso, valutazione indipendente e sorveglianza dei risultati nei diversi gruppi di pazienti. |
| Telemonitoraggio selettivo | Dispositivi e contatti per pazienti idonei, con un’équipe che risponde agli allarmi e alternativa in presenza. Nessun monitoraggio senza servizio di risposta. |
| Medicina di precisione e ricerca | Accesso a test e terapie con indicazioni fondate, valutazione del beneficio, percorsi autorizzativi e rimborsabilità pertinenti; rete per studi clinici e malattie rare. |
| Tecnologie acquistate per utilità | Valutare benefici, costi complessivi, manutenzione, formazione e volumi. Robot e nuovi macchinari dove migliorano davvero le cure. |
| Farmaci e scorte intelligenti | Controllo delle scadenze, tracciabilità e prevenzione delle carenze; uso appropriato di equivalenti e biosimilari secondo indicazioni cliniche. |
Trattenere chi cura
Piano di fabbisogno per specialità e territorio, turni sostenibili, tutoraggio e sviluppo professionale. Borse e sostegno ai tirocini per aumentare formazione e completamento dei percorsi; valorizzare competenze infermieristiche e tecniche nel rispetto dei ruoli. Incentivi per sedi difficili, alloggi temporanei e servizi familiari dove giustificati. Reclutamento estero qualificato con verifica dei titoli e della lingua, senza presumere disponibilità illimitata.
Ospedali sicuri e strumenti funzionanti
Ospedali sicuri e strumenti funzionanti
| Voce e ipotesi di calcolo | Miliardi € |
|---|---|
| 200 presidi × 40 milioni medi: sicurezza, impianti, accessibilità e percorsi | 8,00 |
| 2.000 apparecchiature o lotti tecnologici × 1 milione medio | 2,00 |
| Spazi e dotazioni territoriali aggiuntivi: fondo dedicato | 1,00 |
| Interoperabilità, protezione digitale e continuità operativa | 1,00 |
| Progettazione centrale, verifiche e riserva | 3,00 |
| TOTALE INVESTIMENTI | 15,00 |
Le quantità sono ipotesi di una prima fase, non il censimento degli ospedali né l’impegno a ricostruirli tutti. La selezione segue rischio, bisogno assistenziale e impatto sull’accesso. Le opere comprendono adeguamenti strutturali e impiantistici dove fattibili; grandi ricostruzioni, acquisti di terreni o bonifiche eccezionali richiedono progetti e risorse ulteriori.
Far rendere ciò che esiste
Inventario di apparecchiature, età, guasti, manutenzione e utilizzo effettivo. Prima di nuovi acquisti, verificare se personale, organizzazione e riparazioni possono aumentare la capacità esistente. Nei capitolati, distinguere lavori edili, tecnologia e manutenzione per evitare pagamenti duplicati.
Edifici resistenti a caldo ed eventi climatici, acqua ed energia di emergenza, ventilazione appropriata e controllo delle infezioni. Sicurezza degli operatori e accoglienza dei familiari; migliore orientamento negli spazi e accessibilità sensoriale. I cantieri devono preservare la continuità delle cure con piani temporanei espliciti.
Coperture da rendere verificabili
Proposta di un fondo statale pluriennale aggiuntivo, con riparto concordato e verifica dei progetti già finanziati. Fondi europei o territoriali soltanto se disponibili e ammissibili; non presumere nuovi fondi PNRR dopo le rispettive scadenze. Risparmi energetici e acquisti migliori possono ridurre costi futuri, ma non sono contabilizzati in anticipo come coperture.
Prezzi 2026, oneri non recuperabili inclusi. Sensibilità: ±25% sui 12 miliardi prima della riserva fissa di 3 produce un costo di 12–18 miliardi. Non è un intervallo statistico. Verifica di sostenibilità finanziaria e relazione tecnica prima dell’approvazione.Un macchinario fermo non accorcia nessuna attesa.
Le persone e i servizi da finanziare ogni anno
Le persone e i servizi da finanziare ogni anno
| Costo aggiuntivo annuo a regime | Miliardi € |
|---|---|
| 30.000 infermieri × 60.000 € costo datore medio | 1,80 |
| 10.000 medici × 110.000 € costo datore medio | 1,10 |
| 10.000 tecnici, operatori e amministrativi × 50.000 € | 0,50 |
| Formazione, permanenza e incentivi per sedi difficili | 0,60 |
| Capacità aggiuntiva per attese e percorsi di tutela | 1,20 |
| Territorio, domicilio e continuità assistenziale | 1,40 |
| Salute mentale e neuropsichiatria | 0,60 |
| Prevenzione e accesso delle persone fragili | 0,50 |
| Innovazione clinica e ricerca applicata | 0,50 |
| Manutenzione, utenze e servizi aggiuntivi | 0,50 |
| Fondo premiale complessivo | 1,00 |
| Qualità dei dati, valutazione, sicurezza e coordinamento | 0,30 |
| TOTALE ANNUO | 10,00 |
Le 50.000 posizioni aggiuntive sono un’ipotesi di progetto da distribuire tra ospedali e territorio, non una misura delle carenze attuali. Reclutamento graduale compatibile con formazione e disponibilità; prima assicurare i turni, poi estendere gli orari. Il fondo non equivale a un aumento generale delle retribuzioni.
Per evitare doppio conteggio, le voci dei servizi successive al personale coprono beni, convenzioni e attività ulteriori non già pagate nelle prime tre righe. I contratti con erogatori esterni indicano le risorse comprese. Il fondo per le attese può equivalere, a titolo di esempio, a 15 milioni di prestazioni semplici a 80 € medi: non è una tariffa nazionale né una previsione del numero di esami; con costo medio 120 € ne finanzierebbe 10 milioni.
I 10 miliardi annui richiedono finanziamento strutturale aggiuntivo. Non si anticipano risparmi da AI o prevenzione come entrate certe. Farmaci innovativi e nuove indicazioni possono richiedere risorse ulteriori rispetto alla sperimentazione qui finanziata. Prima dell’avvio verificare l’impatto con Ministero dell’economia, Regioni e soggetti contrattuali.
I premi sono compresi una sola volta. Dotazioni lorde e costi del datore, non stipendi netti. Se il costo delle 50.000 posizioni aumentasse del 20%, il fabbisogno crescerebbe di 680 milioni annui.Cinque anni, risultati pubblici
Cinque anni, risultati pubblici
| Fase | Risultati proposti |
|---|---|
| 2027 | Accordi, dati di partenza, primi cantieri e pilota rappresentativo in reti ospedaliere e territoriali. Primo anno di valutazione senza premi individuali automatici. |
| 2028–2029 | Estensione dei percorsi di accesso, assunzioni e servizi. Premi soltanto dopo verifica indipendente degli indicatori e degli effetti indesiderati. |
| 2030–2031 | Completamento della prima fase edilizia, estensione del sistema verificato e valutazione pubblica dei risultati. |
Profilo degli investimenti: 2; 3; 4; 3,5; 2,5 miliardi. Esercizio al 20%, 40%, 60%, 80% e 100% dei 10 miliardi annui: sono ipotesi, da correggere per costi fissi anticipati e tempi di reclutamento. La quota premiale non utilizzata nei piloti resta destinata a qualità e preparazione dei servizi, senza pagare bonus prima della validazione.
Obiettivi da misurare senza manipolare i numeri
Entro il quinquennio: almeno il 90% dei primi accessi ambulatoriali monitorati entro i tempi della priorità applicabile; riduzione del 20% delle rinunce per attese rispetto a una base omogenea rilevata prima dell’avvio; piano e referente per tutti i pazienti complessi inclusi nei percorsi finanziati. Sono obiettivi di programma, non previsioni dimostrate.
Il calcolo dei tempi include richieste non ancora soddisfatte e rinunce, separa primi accessi e controlli e rende visibili riclassificazioni e trasferimenti. Monitorare infezioni, sicurezza, accesso dei fragili, carichi del personale e risultati clinici. Confrontare piloti e reti comparabili, con valutazione pluriennale: la crescita di un indicatore non prova da sola l’effetto della riforma.
Chi risponde dei risultati
Ministero della salute e Regioni definiscono obiettivi, finanziamento e attuazione nelle rispettive competenze; AGENAS supporta valutazione e audit, con società scientifiche e rappresentanti dei pazienti. Contrattazione per i premi al personale, procedure trasparenti per direzioni e acquisti. Relazione semestrale pubblica; reclami accessibili e nessun automatismo algoritmico sui diritti alle cure.
Fonti, numeri e scelte da approvare
Fonti, numeri e scelte da approvare
Versione 1.0 • 20 ottobre 2026. Dati osservati, esempi e proposte sono distinti. Le fonti non certificano costi o efficacia del modello. Gli strumenti già esistenti sono indicati per evitare di presentarli come nuove istituzioni.[1] ISTAT, Rapporto annuale 2025, capitolo 2, pp. 103–104: rinuncia a visite ed esami, dati 2024. Consulta la fonte
[2] Dipartimento per il programma di Governo, PNGLA 2026–2028, 26 agosto 2026. Consulta la fonte
[3] Ministero della salute, disponibilità della Piattaforma nazionale liste d’attesa, 26 giugno 2025. Consulta la fonte
[4] AGENAS, Programma Nazionale Esiti: obiettivi di valutazione e miglioramento della qualità. Consulta la fonte
[5] AGENAS, monitoraggio DM 77/2022, risultati sui servizi territoriali, pagina aggiornata al 9 aprile 2026. Consulta la fonte
[6] OECD, Health at a Glance 2025: Italy, 13 novembre 2025; infermieri in attività per 1.000 abitanti. Consulta la fonte
Sanità operativa anche durante un attacco informatico
Reti cliniche separate, accessi minimi, copie isolate e prove di ripristino. Procedure cartacee d’emergenza, continuità elettrica e successiva riconciliazione dei dati. Accessi al fascicolo sanitario tracciati, uso conforme delle informazioni e nessuna cessione pubblicitaria. L’AI supporta; il professionista decide, motiva e può disattivarla.
Le scelte politiche centrali
Rafforzare il SSN con risorse strutturali; competizione sulla qualità con finanziamento essenziale garantito; premi aggiuntivi e controlli indipendenti; personale e territorio insieme agli ospedali. Validare il modello prima dell’estensione e proteggere chi cura casi complessi.
Come leggere i grafici
Le rinunce ISTAT si riferiscono alla popolazione e possono avere più motivazioni. Il confronto infermieristico è una selezione di dati dalla pubblicazione OECD 2025, non una misurazione delle carenze di ciascuna regione. Il grafico dei costi è una simulazione del programma, non una previsione ufficiale.
Elaborazione grafica originale dei valori OECD citati. L’adattamento e le proposte non rappresentano le opinioni ufficiali dell’OECD o dei suoi Paesi membri. Per l’indicatore e le definizioni fa fede la pubblicazione originale.Le componenti comuni e quelle di settore sono distinte nel quadro economico unitario.