COORDINAMENTO DEL PROGRAMMA
Un costo, un solo capitolo
Energia finanzia efficienza, generazione e resilienza non già incluse nei capitolati Casa, Scuola, Acqua, Cura e Giustizia. Gli interventi su immobili condivisi richiedono lavorazioni e quote di costo distinte. I 2 miliardi di energia del piano Acqua restano in Acqua e non si sommano ai contributi Energia sulle stesse opere. I 6 miliardi pubblici per gli impianti sono già dentro i 30 e dentro l’esempio di investimento complessivo di 49: quest’ultimo non va aggiunto per intero. I contributi a famiglie non rimborsano quote già coperte da altri bonus.
Le dotazioni sono scenari lordi. Le quote già finanziate altrove devono essere escluse dall’impegno; eventuali economie non sono contabilizzate senza una verifica analitica. Gli obiettivi richiedono conferma della capacità del capitolo di sostenerli.
Costi, coperture e quadro complessivo ↗Diritto all’energia
Più energia italiana. Più libertà.
Vogliamo energia accessibile, affidabile e progressivamente più pulita per famiglie e imprese. Proponiamo produzione nazionale, edifici efficienti, reti capaci di trasportare l’energia e contratti che rendano più stabili i prezzi. La sicurezza si costruisce con fonti diversificate, competenze e infrastrutture europee.
| La scelta | Il risultato da perseguire |
|---|---|
| Produrre e risparmiare in Italia | Più rinnovabili, efficienza e filiere affidabili; meno esposizione ai combustibili esteri. |
| Proteggere le famiglie | Aiuti mirati, accesso all’autoconsumo anche per chi non possiede un tetto e contratti comprensibili. |
| Premiare i risultati | Incentivi legati a risparmi verificati, tempi di connessione e continuità del servizio. |
Scenario 2027–2031: 30 miliardi di stanziamenti pubblici proposti, con investimenti privati e regolati separati. La costruzione di nuove centrali nucleari non è finanziata da questo importo. Coperture da individuare; nessuna promessa di bollette dimezzate o autosufficienza totale in cinque anni.
Bollette più stabili e comprensibili
Bollette più stabili e comprensibili
Il prezzo dell’energia acquistata è soltanto una parte della bolletta: contano anche reti, servizi, oneri, imposte e quote fisse. Ridurre un costo di produzione non riduce automaticamente della stessa percentuale la spesa finale.
| Proposta | Come funziona |
|---|---|
| Contratti lunghi e aste competitive | Aggregare volontariamente domanda di PMI, condomìni ed enti pubblici, con più fornitori concorrenti e contratti di acquisto a lungo termine. Prezzi e rischi devono essere espliciti. |
| Contratti pubblici a due vie | Per gli impianti ammissibili sostenuti: se il prezzo di riferimento supera quello contrattuale, il produttore restituisce la differenza; se scende, riceve un’integrazione. Gare e disciplina europea, con rischio finanziario pubblicato. |
| Benefici trasferiti agli utenti | Definire contrattualmente destinatari, criteri e rendicontazione delle restituzioni. Impedire che il vantaggio venga assorbito da nuove commissioni commerciali. |
| Una scheda di confronto semplice | Costo annuo stimato per consumi comparabili, quota fissa, durata, indicizzazione, condizioni di rinnovo e recesso. Assistenza telefonica e fisica oltre al canale digitale. |
| Imprese che investono | Accesso competitivo a contratti e sostegno all’efficienza, con impegni verificabili e compatibilità con gli aiuti di Stato. Nessun vantaggio permanente senza controllo. |
Un esempio che evita false promesse
Simulazione: bolletta annua di 1.000 €, di cui 500 € sensibili al prezzo dell’energia. Una riduzione del 20% di quella componente vale 100 €, ossia il 10% del totale, se le altre voci restano ferme. È un esempio didattico, non una tariffa media né una previsione.
Rivedere gli oneri per evitare duplicazioni, ma ogni trasferimento alla fiscalità generale richiede copertura: spostare una voce dalla bolletta al bilancio pubblico non elimina il suo costo. Niente tetti generalizzati ai prezzi privi di risorse e di una strategia di approvvigionamento.
Il risparmio deve arrivare in bolletta.
Energia accessibile anche senza un tetto proprio
Energia accessibile anche senza un tetto proprio
Il bonus sociale per disagio economico esiste già: va reso più facile da ottenere e affiancato da interventi che riducano stabilmente i consumi [5]. Proponiamo un’integrazione mirata, coordinata con gli aiuti esistenti e con assistenza per l’ISEE.
| Intervento proposto | Regole e destinatari |
|---|---|
| Sostegno essenziale | Plafond di 800 milioni annui: esempio di dimensionamento, 2 milioni di nuclei × 400 € medi. Platea e importi effettivi vanno definiti con dati ISEE, composizione familiare e fabbisogni; non è un diritto oggi vigente. |
| Case che consumano meno | 400.000 interventi nel quinquennio, contributo medio ipotizzato 20.000 €. Priorità a redditi bassi, edifici inefficienti, anziani e disabilità; anticipi controllati e sostegno pieno nei casi più fragili entro il plafond. |
| Inquilini e condomìni | Accordi con proprietari per distribuire benefici e responsabilità, evitando che il contributo si trasformi subito in aumenti del canone. Diagnosi e opere compatibili con l’edificio. |
| Comunità energetiche inclusive | Tetti pubblici, capannoni e parcheggi; accesso anche a famiglie senza impianto proprio. Contratti leggibili, diritto di uscita e quota sociale dei benefici netti nei progetti sostenuti. |
| Tutela nelle difficoltà | Piani di rientro sostenibili, intervento sociale per morosità incolpevole, protezioni per apparecchiature mediche e continuità delle forniture essenziali secondo regole dedicate. |
Le CER sono già operative nel quadro GSE. L’incentivo riguarda l’energia condivisa secondo le regole applicabili, non tutta l’elettricità prodotta; aderire non rende automaticamente gratuita la fornitura [6]. Proponiamo, nei progetti con contributo pubblico, almeno il 30% dei benefici distribuibili dopo costi e obblighi ai nuclei fragili e a finalità sociali, nel rispetto delle regole vigenti.
Pagare l’efficienza effettiva
Diagnosi indipendente prima dei lavori, prezzi di riferimento, controlli sul cantiere e misurazione successiva. Pompa di calore, isolamento, schermature e regolazione si scelgono insieme: impianti inadatti possono peggiorare comfort e costi. Nessun premio per chi riduce consumi rinunciando a riscaldarsi adeguatamente.
Un piano coordinato di produzione e accumulo
Un piano coordinato di produzione e accumulo
| Modulo proposto | Quantità e criterio |
|---|---|
| Fotovoltaico | 30 GW nuovi nel quinquennio: priorità a coperture, aree già artificializzate e siti idonei. Verifica strutturale dei tetti, paesaggio, bonifiche e connessione. |
| Eolico | 10 GW nuovi, anche con rinnovo degli impianti esistenti: contare l’aumento netto di potenza. Progetti terrestri e marini valutati per risorsa, costi e impatti. |
| Accumuli elettrochimici | 20 GWh di capacità utile e circa 5 GW per quattro ore nominali: localizzazione guidata dalla rete, requisiti di durata, efficienza e sicurezza. |
| Idroelettrico e geotermia | Manutenzione e ammodernamento, tutela dei deflussi e degli ecosistemi; esplorazione geotermica con controllo ambientale. Nuovi progetti selezionati senza presumere risorse illimitate. |
Con una riduzione illustrativa del 10% per limitazioni e perdite ulteriori, restano 58,5 TWh, pari al 18,7% della domanda elettrica italiana 2025 di 312,2 TWh [2]. Il confronto indica una scala: non misura la futura quota rinnovabile e non significa sostituire altrettante importazioni o altrettanto gas.
Questi obiettivi sono una quota di attuazione dei piani nazionali, da riconciliare con impianti già autorizzati, gare e PNIEC; non si sommano automaticamente agli obiettivi esistenti. Il nucleare non è incluso nella produzione attesa entro il 2031. Per gli accumuli, togliere dal conteggio ogni progetto già contato in altri strumenti.
GW misura la potenza; GWh la quantità immagazzinabile; TWh l’energia prodotta o consumata. Le batterie spostano energia nel tempo e ne perdono una parte: non sono una fonte primaria.Reti sicure e servizi che resistono alle crisi
Reti sicure e servizi che resistono alle crisi
Terna prevede oltre 23 miliardi di investimenti di rete nel Piano di sviluppo 2025–2034. La prima asta MACSE ha già assegnato 10 GWh di accumuli, con entrata in esercizio prevista nel 2028 [3, 7]. Occorre portare a termine e coordinare questi programmi, evitando fondi duplicati.
| Priorità | Soluzione proposta |
|---|---|
| Connessioni realizzabili | Mappa pubblica della capacità di rete, pratiche con stato verificabile e scadenze; rimuovere prenotazioni speculative con garanzie proporzionate. Rete e impianto devono arrivare insieme. |
| Sud, isole e distretti produttivi | Rafforzare collegamenti e distribuzione locale sulla base dei benefici di sistema. Mantenere le interconnessioni estere e diversificare fornitori e rotte. |
| Servizi essenziali | Prima fase su 1.000 siti critici: ospedali, acquedotti, protezione civile e nodi pubblici. Alimentazioni ridondanti, riserve e prove periodiche di funzionamento. |
| Rischi climatici | Progettare per caldo, incendi, alluvioni e siccità; proteggere cabine, trasformatori e accessi. Interramento dove tecnicamente conveniente, senza imporlo a ogni linea. |
| Difesa digitale e fisica | Separare reti operative e amministrative; accessi minimi, doppia autorizzazione per comandi critici, copie isolate, registri e ricambi strategici. |
| Gestione delle emergenze | Comandi locali indipendenti, radio e comunicazioni alternative, procedure manuali e prove di riavvio. Riservare dettagli sensibili; pubblicare esiti aggregati delle verifiche. |
Flessibilità volontaria e remunerata
Pagare imprese e utenti disponibili a spostare consumi nelle ore utili, tramite contratti chiari e aggregatori. Escludere distacchi automatici di carichi essenziali e dispositivi sanitari. Le microreti possono funzionare isolate soltanto se progettate e autorizzate per farlo; il normale fotovoltaico domestico non garantisce corrente durante un blackout.
Il gas resta nel periodo di transizione una risorsa di flessibilità da usare in modo decrescente, con stoccaggi e forniture diversificate. Nuove infrastrutture fossili solo dopo prove di necessità e valutazione del rischio di inutilizzo. L’AI aiuta previsioni e manutenzione, con operatori responsabili e sistemi di sicurezza indipendenti.
Nucleare e innovazione con decisioni verificabili
Nucleare e innovazione con decisioni verificabili
La legge 29 settembre 2026 n. 169, entrata in vigore il 15 ottobre, delega il Governo in materia di energia nucleare sostenibile [8]. Il nostro programma propone di valutare la strada nucleare attraverso tappe pubbliche, senza considerare una legge delega equivalente a centrali autorizzate e finanziate.
| Passaggio | Condizione per procedere |
|---|---|
| Confronto tecnologico | Valutare reattori di diversa taglia e alternative a basse emissioni sul costo del sistema, sulla disponibilità e sui tempi. Nessuna preferenza fondata soltanto sull’etichetta “piccolo” o “avanzato”. |
| Sicurezza e territorio | Autorità indipendente adeguatamente finanziata; analisi sismica, climatica e idrica; consultazione dei territori, piani di emergenza e valutazioni ambientali. |
| Combustibile e rifiuti | Strategia verificabile per approvvigionamento, rifiuti radioattivi, combustibile esaurito e smantellamento. Fondi dedicati e responsabilità definite prima di costruire. |
| Sostenibilità finanziaria | Offerte confrontabili, costo del capitale, assicurazioni, garanzie pubbliche e rischio ritardi. Ripartizione dei rischi e possibilità di fermare il progetto prima di impegni irreversibili. |
| Decisione di investimento | Solo dopo quadro attuativo, licenze, coperture e verifica indipendente. Nessuna nuova centrale è inclusa nel budget da 30 miliardi di questa prima fase. |
Proponiamo 1 miliardo in cinque anni per ricerca, competenze e valutazione indipendente, con gare e risultati controllabili, coordinato con le risorse già stanziate. Non è il costo per costruire un reattore. La fusione resta una linea di ricerca: non le attribuiamo energia disponibile o risparmi nel quinquennio.
Altre innovazioni da selezionare
Recupero del calore industriale e dei centri dati; accumuli termici; ricarica intelligente; biometano da filiere sostenibili e controllate. Idrogeno a basse emissioni dove l’elettrificazione diretta è difficile, dopo verifica di domanda e costi. Riciclo di batterie e pannelli, riparabilità, formazione tecnica e fornitori diversificati.
Ogni tecnologia deve dimostrare il suo valore.
Premiare chi riduce sprechi e disservizi
Premiare chi riduce sprechi e disservizi
Produzione e vendita devono restare aperte a più operatori, con un regolatore indipendente. Le reti sono infrastrutture regolate: la concorrenza si realizza anche attraverso confronti tra gestori e gare per servizi, senza costruire reti parallele inutili o un monopolio unico della vendita.
| Fondo sperimentale annuo | Milioni € | Risultato verificabile |
|---|---|---|
| Enti pubblici e progetti territoriali | 100 | Risparmi misurati, mantenendo comfort, sicurezza e qualità del servizio. |
| PMI e filiere dell’efficienza | 70 | Riduzioni addizionali dei consumi a parità di attività, con audit e limiti al cumulo degli aiuti. |
| Progetti sociali e CER | 30 | Benefici netti documentati ai nuclei fragili, continuità e trasparenza della gestione. |
| TOTALE | 200 | Plafond massimo; risorse non assegnate se mancano risultati. |
Una formula comprensibile
Per i progetti di efficienza: premio massimo pari al minore tra il 20% del valore annuo del risparmio verificato e 100.000 € per progetto, entro la quota disponibile. Esempio: 200.000 € di risparmio ammissibile → premio massimo 40.000 €. Non premiare lo stesso risultato già remunerato integralmente da altri strumenti.
Consumi confrontati con una base pluriennale e corretti per clima, occupazione degli edifici, produzione e servizi erogati. Il valore del risparmio usa un prezzo di riferimento stabilito nel bando, così un rincaro dell’energia non aumenta da solo il premio. Verificatori indipendenti, controlli a campione e recupero delle somme per dati falsi, con contraddittorio.
Gestori valutati sul servizio
Proponiamo di rafforzare i meccanismi regolatori di qualità: tempi di connessione, interruzioni, reclami e perdite tecniche, confrontando territori simili e separando eventi eccezionali. Eventuali premi tariffari devono essere coperti da benefici netti dimostrabili, dentro la regolazione ARERA; non sono compresi nei 200 milioni del fondo progettuale.
Schede pubbliche per operatori, assistenza e offerte. Benefici premiali destinati principalmente a reinvestimenti; eventuali premi alle équipe entro le risorse assegnate e le regole contrattuali, senza automatismi per i dirigenti. Gli enti in difficoltà ricevono supporto tecnico, senza togliere energia alle famiglie.
Premiare i risultati che si possono controllare.
Trenta miliardi pubblici con conti separati
Trenta miliardi pubblici con conti separati
| Voce 2027–2031 | Miliardi € |
|---|---|
| Contributi per fotovoltaico e comunità energetiche | 6,0 |
| Efficienza abitazioni: 400.000 × 20.000 € medi, per lavorazioni non finanziate in Casa | 8,0 |
| Edifici pubblici: 2.000 interventi × 2 milioni medi, su componenti non finanziate dagli altri capitoli | 4,0 |
| Resilienza di 1.000 siti critici × 2 milioni medi | 2,0 |
| Ricerca, competenze e valutazione nucleare | 1,0 |
| Capacità amministrativa, formazione tecnica e dati | 1,0 |
| Riserva per progettazione, verifiche e imprevisti | 2,0 |
| SUBTOTALE PROGRAMMI DI INVESTIMENTO E AVVIO | 24,0 |
| Sostegno famiglie: 0,8 miliardi × 5 anni | 4,0 |
| Fondo premiale: 0,2 miliardi × 5 anni | 1,0 |
| Assistenza, controlli e continuità: 0,2 miliardi × 5 anni | 1,0 |
| TOTALE PUBBLICO PROPOSTO | 30,0 |
Importi a prezzi 2026, oneri non recuperabili inclusi: stanziamenti progettuali, non preventivi certificati. Le unità sono ipotesi di dimensionamento, non censimenti dei fabbisogni. I programmi di avvio comprendono anche spese che contabilmente possono essere correnti; la classificazione va definita nella relazione tecnica.
Chi finanzia il resto
Esempio di investimento lordo per produzione e accumulo: 30 GW solari × 1 milione €/MW = 30 miliardi; 10 GW eolici × 1,5 milioni €/MW = 15; 20 GWh di accumuli × 200 €/kWh = 4. Totale 49 miliardi, dei quali i 6 pubblici per solare/CER sono una parte, non un’aggiunta. Restano indicativamente 43 miliardi da operatori e finanziatori, da remunerare con ricavi e contratti.
Questa stima tecnica è uno scenario prevalentemente terrestre: eolico marino, coperture complesse e connessioni importanti possono costare molto di più. Con variazioni del ±25%, i 49 miliardi diventano 36,75–61,25. Non è un intervallo statistico. Il sostegno pubblico non garantisce automaticamente la raccolta dei capitali.
Per le case, costo totale illustrativo di 25.000 € × 400.000 = 10 miliardi: 8 pubblici e 2 di cofinanziamento medio. Modulazione sociale per non escludere chi non può anticipare. Non sommare queste cifre ai contributi già inclusi.Finanziamento e risultati da rendere pubblici
Finanziamento e risultati da rendere pubblici
Le coperture devono precedere gli impegni
Fondo pluriennale nel bilancio dello Stato, con relazione tecnica e risorse deliberate. Fondi europei solo se disponibili e ammissibili; revisione di incentivi inefficienti solo dopo quantificazione dei risparmi. Non usare come entrate certe risparmi futuri sulle importazioni, crescita del PIL o restituzioni dei contratti per differenza.
I 30 miliardi non comprendono l’intero costo del sistema: reti e relativi investimenti regolati, gestione degli impianti, eventuali integrazioni pluriennali CfD/MACSE, garanzie e nuove centrali vanno iscritti separatamente. Pubblicare impegni massimi, scenari di prezzo e impatto sulle tariffe prima di ogni gara. Il Piano Terna da oltre 23 miliardi ha un orizzonte diverso e non si somma automaticamente a questo fondo.
| Fase | Controllo proposto |
|---|---|
| Primo anno | Ricognizione di progetti e risorse esistenti; bandi, diagnosi e piloti. Nessuna doppia sovvenzione con casa, scuola, acqua, PA e sanità. |
| Secondo e terzo anno | Estensione dopo valutazione; cantieri e connessioni coordinati; audit dei risparmi e della distribuzione sociale dei benefici. |
| Quarto e quinto anno | Verifica di 40 GW nuovi e 20 GWh del modulo, abitazioni e siti serviti; revisione pubblica degli obiettivi non raggiunti. |
MASE coordina, Regioni ed enti attuano nelle rispettive competenze; Terna e distributori pianificano reti, GSE gestisce strumenti di sostegno, ARERA regola e controlla indipendentemente. Rafforzare queste strutture con responsabilità nominative per progetto, senza creare un nuovo gestore monopolista.
Dal 2032: almeno 1,2 miliardi annui se si confermano sostegno, premi e servizi, oltre a nuovi investimenti e agli impegni contrattuali pluriennali. Il programma non si autofinanzia per definizione.Fonti e parametri per aggiornare il programma
Fonti e parametri per aggiornare il programma
Versione 1.0 • 20 ottobre 2026. Dati osservati, regole esistenti, obiettivi e simulazioni sono distinti. Le fonti non certificano il costo o l’efficacia delle proposte.[1] ISPRA, Dipendenza energetica: dati 1990–2024, aggiornamento 30 giugno 2026. Consulta la fonte
[2] Terna, Pubblicazioni statistiche: domanda elettrica 2025 pari a 312,2 TWh. Consulta la fonte
[3] Terna, Piano di sviluppo della rete 2025–2034: oltre 23 miliardi di investimenti. Consulta la fonte
[4] Commissione europea, Electricity market design: riforma 2024 e contratti a lungo termine. Consulta la fonte
[5] ARERA, delibera 2/2026/R/com: soglie ISEE per i bonus sociali dal 2026. Consulta la fonte
[6] GSE, energia autoconsumata nelle configurazioni di autoconsumo diffuso: criteri di calcolo. Consulta la fonte
[7] Terna, M come MACSE, 13 ottobre 2025: prima asta 10 GWh e operatività prevista nel 2028. Consulta la fonte
[8] Gazzetta Ufficiale, legge 29 settembre 2026 n. 169, delega sul nucleare; in vigore dal 15 ottobre. Consulta la fonte
Come valutare il successo
Pubblicare ogni semestre spesa impegnata e pagata, impianti effettivamente operativi, tempi di connessione, risparmi normalizzati, interruzioni e benefici ai nuclei fragili. Misurare la dipendenza energetica e le emissioni con serie omogenee. Correggere le bollette confrontate per consumi, imposte e prezzi esterni: una variazione non prova da sola l’effetto della riforma.
La produzione annua non dimostra disponibilità in ogni ora: servono simulazioni orarie di adeguatezza, periodi senza sole o vento, siccità e guasti. La sostituzione di gas e le emissioni evitate richiedono un modello del sistema; qui non sono trasformate in cifre inventate.