COORDINAMENTO DEL PROGRAMMA
Un costo, un solo capitolo
PA è il capitolo titolare di componenti digitali comuni, infrastruttura trasversale, standard e formazione di base dei dipendenti per i servizi inclusi nel piano. Gli altri diritti finanziano soltanto applicazioni di settore, integrazioni aggiuntive, apparati operativi e formazione specialistica documentata. I presìdi PA finanziano continuità dei servizi, non il rifacimento edilizio già a carico degli altri piani. Sicurezza digitale e sportelli semplici utilizzano questo perimetro: non istituiscono un secondo fondo.
Le dotazioni sono scenari lordi. Le quote già finanziate altrove devono essere escluse dall’impegno; eventuali economie non sono contabilizzate senza una verifica analitica. Gli obiettivi richiedono conferma della capacità del capitolo di sostenerli.
Costi, coperture e quadro complessivo ↗Diritto a uno Stato semplice
Lo Stato lavora. Tu vivi.
Una richiesta sola, informazioni già disponibili riutilizzate legalmente, una risposta comprensibile e una persona responsabile. Proponiamo una pubblica amministrazione che affidi all’intelligenza artificiale le attività operative adatte, elimini i passaggi inutili e protegga i diritti anche durante un’interruzione digitale.
| 200 procedure | −50% dei tempi | 9 miliardi € |
|---|---|---|
| Famiglie di procedure da semplificare | Obiettivo sui tempi mediani del catalogo selezionato | Scenario di spesa in cinque anni |
Tre promesse verificabili
1. Non chiederti di portare informazioni che lo Stato può già acquisire legittimamente. 2. Dirti chi risponde della pratica e quando deve concluderla. 3. Garantirti assistenza umana e continuità dei servizi essenziali anche senza smartphone o connessione.
L’AI svolge il lavoro. Le istituzioni rispondono.
La legge italiana già ammette l’AI nella PA come supporto e mantiene nella persona il potere decisionale e la responsabilità dei provvedimenti [1]. Il nostro modello automatizza ricerca, compilazione, verifiche e instradamento; le decisioni che incidono sui diritti hanno controllo umano effettivo e una motivazione contestabile.
Una volta i dati. Una risposta dallo Stato.Linea politica: eliminare la burocrazia inutile, mantenendo legalità, controlli e possibilità di ricorso. Documento di proposta: le misure ulteriori rispetto al diritto vigente richiedono gli atti normativi e finanziari necessari.
Semplice anche per chi non è digitale
Semplice anche per chi non è digitale
Sempre nel 2025, il 54,3% delle persone di 16–74 anni possiede competenze digitali almeno di base [2]. La digitalizzazione deve quindi rendere più facile ottenere un servizio anche a chi ha bisogno di aiuto.
Un punto di accesso, tutti i canali
Integrare i servizi nelle piattaforme pubbliche esistenti, con portale accessibile, telefono assistito e sportelli territoriali. Una pratica deve poter iniziare allo sportello e proseguire online, o viceversa, senza ripartire da zero. Linguaggio semplice, compatibilità con tecnologie assistive e deleghe limitate, revocabili e tracciate.
Lo Stato raccoglie i documenti al proprio interno
Usare la Piattaforma Digitale Nazionale Dati, già operativa, per gli scambi autorizzati tra amministrazioni [3]. Riutilizzare soltanto i dati necessari e aggiornati: non serve un archivio unico contenente ogni informazione su ogni persona. Il cittadino può conoscere la fonte, segnalare errori e correggerli presso l’ente competente.
Un esempio: la nascita di un figlio
Dopo la registrazione, il servizio presenta le prestazioni potenzialmente accessibili, precompila le domande e spiega le informazioni mancanti. Il genitore conferma dove richiesto. Ogni amministrazione acquisisce i dati pertinenti e comunica l’esito. Nessuna rinuncia, nuovo obbligo o comunicazione a terzi viene introdotta silenziosamente dall’AI.
Nessuno deve diventare esperto di uffici per ottenere un diritto.
Prima semplificare, poi automatizzare
Prima semplificare, poi automatizzare
Un programma nazionale, responsabilità riconoscibili
Coordinamento della Presidenza del Consiglio attraverso le strutture competenti per trasformazione digitale e funzione pubblica. AgID per standard e interoperabilità; ACN per cybersicurezza; Garante e ANAC conservano i rispettivi controlli indipendenti. Ogni ente individua responsabile del servizio, del procedimento e referenti tecnici con risorse adeguate.
La proposta prevede di usare e rafforzare strutture esistenti, senza creare un nuovo ministero o una società monopolista dell’AI. Un gruppo nazionale multidisciplinare rende disponibili componenti comuni, contratti tipo e assistenza ai piccoli enti. La responsabilità dei fornitori e degli amministratori segue compiti e legge, senza scaricare ogni guasto sul funzionario che firma.
Il catalogo delle 200 procedure
Selezione pubblica in base a numero di utenti, tempi, costi e impatto sociale. Per ciascuna procedura: norma che la richiede, passaggi eliminabili, dati necessari, costo, responsabile e termine. Moduli uniformi per servizi equivalenti, con differenze territoriali motivate. Nessun nuovo adempimento senza verificarne necessità e costo per cittadini e imprese.
La riforma normativa elimina certificati duplicati e richieste incompatibili con l’acquisizione d’ufficio. L’ente capofila coordina gli altri uffici. Termini, sospensioni motivate e ritardi sono visibili; l’AI non estende da sola silenzio-assenso o autorizzazioni in materie sensibili come salute, paesaggio e ambiente.
Le persone restano parte della soluzione
Formazione proposta per un milione di lavoratori, assistenza nelle prime applicazioni e confronto con personale e utenti. Il tempo recuperato va prima a pratiche arretrate, controlli e servizi di prossimità. Non si contabilizzano licenziamenti o riduzioni automatiche di organico come copertura finanziaria.
La proposta si coordina con il Piano triennale ICT e con le linee guida AgID: una consultazione pubblica non equivale all’approvazione definitiva di una regola [4].Che cosa può fare l’intelligenza artificiale
Che cosa può fare l’intelligenza artificiale
| Attività | Regola proposta |
|---|---|
| Informare e compilare | Fonti ufficiali datate, citazioni verificabili, moduli accessibili; dichiarare quando risponde un’AI. |
| Controllare requisiti oggettivi | Calcoli e controlli con regole verificabili, dati pertinenti e segnalazione delle incongruenze. |
| Predisporre un provvedimento | Bozza, elementi di fatto e riferimenti normativi per il responsabile; nessuna firma autonoma del modello. |
| Negare, revocare, sanzionare | Istruttoria e decisione umana effettiva, motivazione e strumenti di contestazione. |
| Pagare o modificare registri | Solo servizi autorizzati, con controlli separati; il modello linguistico non detiene chiavi di firma o accesso libero alla tesoreria. |
Un sistema articolato per funzioni
Dati conservati presso gli enti competenti; accessi circoscritti; modelli specializzati dove utili; un motore di regole distinto dal modello generativo. L’AI consulta fonti ufficiali versionate, propone un’azione e lascia ai servizi autorizzati l’esecuzione secondo regole e responsabilità definite. Un errore locale non deve propagarsi all’intero Stato.
Controllo umano con tempo e potere reali
Il responsabile deve poter verificare gli elementi, chiedere integrazioni e respingere la proposta. Carichi di lavoro compatibili con la revisione, formazione e controllo a campione sulla qualità: una firma seriale senza esame non è una garanzia. Le automazioni deterministiche già consentite restano soggette alla specifica disciplina applicabile.
Per gli impieghi che ricadono nelle categorie ad alto rischio dell’AI Act, si applicano classificazione e obblighi pertinenti, inclusa la valutazione dei diritti fondamentali quando richiesta. Valutazione privacy nei casi previsti; rispetto delle tutele sulle decisioni esclusivamente automatizzate con effetti significativi [5–6]. La base giuridica della PA non si sostituisce con una casella generica di consenso.
Ogni esito deve avere una spiegazione. Ogni errore, una via di correzione.
Sicurezza contro attacchi e abusi
Sicurezza contro attacchi e abusi
Proteggere prima di collegare
Separare reti, ambienti di prova e produzione e privilegi di accesso. Credenziali a durata limitata, autenticazione forte e dispositivi fisici per gli accessi amministrativi critici. Nessun operatore, fornitore o modello deve poter leggere o modificare tutto. Chi autorizza un pagamento rilevante non è la stessa persona che cambia le coordinate del beneficiario.
I documenti non possono impartire ordini al sistema
Email, allegati e pagine esterne sono contenuti non affidabili: eventuali istruzioni nascoste non possono cambiare regole, permessi o destinazioni dei dati. Strumenti ammessi in elenco, verifica delle azioni prima dell’esecuzione, uscite di rete limitate e blocco degli output privi di riscontri. Test specifici contro manipolazione delle richieste e sottrazione di informazioni [7].
Fornitori e aggiornamenti sotto controllo
Componenti e aggiornamenti firmati, inventario delle dipendenze, verifiche indipendenti e possibilità di tornare alla versione precedente. Nessun apprendimento automatico incontrollato sui documenti dei cittadini. Contratti con divieto di riuso non autorizzato, subfornitori dichiarati, portabilità di dati e configurazioni e prove periodiche di uscita dal fornitore.
Frodi, corruzione e falsi allarmi
Una voce o un video, anche realistici, non bastano per cambiare un IBAN o autorizzare trasferimenti. Conferma su canali già verificati, doppio controllo per operazioni sensibili e registri protetti da alterazioni. Separazione dei compiti, controlli casuali indipendenti e canali tutelati di segnalazione contrastano anche gli abusi interni.
Una segnalazione statistica non è prova di reato. Vietare sanzioni, esclusioni e segnalazioni penali generate automaticamente senza verifica umana e fondamento giuridico, fermi gli obblighi di denuncia previsti dalla legge. Niente punteggio sociale dei cittadini né uso delle opinioni politiche per decidere l’accesso ai servizi.
Nessuna architettura rende impossibile ogni attacco. La risposta comprende rilevazione, contenimento, ripristino, comunicazione agli interessati e notifiche alle autorità nei casi e nei termini applicabili [8]. Registrare azioni e motivazioni utili, senza pubblicare dati personali o dettagli che facilitino attacchi.Quando il digitale si ferma
Quando il digitale si ferma
Se la rete si ferma, i diritti continuano.
| Protezione | Come funziona |
|---|---|
| Isolare il guasto | Comandi di disconnessione dei moduli compromessi, anche azionabili localmente da personale autorizzato; mantenere attivi i servizi sicuri. |
| Salvare i dati | Copie cifrate offline e copie non modificabili, in siti separati; chiavi protette e accesso distinto dagli amministratori ordinari. |
| Continuare sul territorio | 2.000 presìdi in sedi esistenti, anche condivisi tra enti: personale formato, moduli numerati e ricevute con data e identificativo. |
| Ripartire senza duplicazioni | Riconciliazione delle pratiche cartacee e dei registri digitali con doppia verifica; controllo dei pagamenti già eseguiti. |
Resistere anche a guasti fisici
Infrastrutture distribuite in aree con rischi differenti, alimentazione di emergenza e connettività alternativa verificata anche nelle dipendenze comuni. Locali controllati, armadi protetti, inventario dei supporti e protezione da incendio e allagamento. Le copie offline devono essere provate con veri ripristini, come raccomanda CISA [9].
Un livello minimo di servizio definito prima della crisi
Per ogni servizio essenziale: piano autorizzato, contatti cartacei, ruoli e dati minimi disponibili in emergenza. Proposta di obiettivi tecnici da validare: attivazione del canale alternativo entro 2 ore; ripristino digitale essenziale entro 8 ore; capacità locale per almeno 72 ore di servizio ridotto. Sono requisiti di progetto, non garanzie assolute in ogni calamità.
Registri operativi replicati con intervallo massimo proposto di 15 minuti e copia offline almeno giornaliera: sono protezioni diverse. I sistemi di pagamento devono impedire doppie esecuzioni e riconciliare le operazioni confermate. Dati offline solo necessari, cifrati e con scadenza; niente copie indiscriminate degli archivi nazionali negli sportelli.
Moduli cartacei custoditi e numerati attestano la presentazione; non attribuiscono automaticamente benefici non verificati. Eventuali anticipi emergenziali richiedono una base normativa. Esercitazioni semestrali, prove trimestrali di ripristino e successiva conservazione documentale a norma.
Diritti, trasparenza e modello internazionale
Diritti, trasparenza e modello internazionale
Il fascicolo che il cittadino può capire
Ogni esito indica amministrazione e responsabile, dati determinanti, fonte normativa, ragioni della decisione e modalità di rettifica o ricorso. La spiegazione descrive fatti e regole, senza richiedere l’accesso al ragionamento interno del modello. Se il sistema non consente di ricostruire la base dell’esito, non viene usato per quella decisione.
Canale umano gratuito per assistenza e riesame, con obiettivo di risposta entro 30 giorni, fatti salvi termini di legge e urgenze. Non sostituisce né limita ricorsi amministrativi o giudiziari. Gli errori devono essere corretti anche presso gli archivi di origine; restano i rimedi risarcitori e le responsabilità previsti dall’ordinamento.
Controlli pubblici, persone protette
Registro pubblico dei sistemi: finalità, titolare, fornitore, categorie di dati, valutazioni pubblicabili, esiti delle verifiche e incidenti in forma aggregata. Accessi ai dati tracciati e controllati indipendentemente. Verifiche di errori e disparità tra categorie di utenti, usando dati leciti e proporzionati; nessuna raccolta indiscriminata di caratteristiche sensibili.
Un modello che gli altri Paesi possano adottare
Pubblicare standard, specifiche delle interfacce, componenti riutilizzabili ove possibile, schemi contrattuali, protocolli di collaudo e misure dei risultati. Ogni Paese adatta le regole al proprio ordinamento; non esportiamo archivi personali. L’Italia può diventare un riferimento dimostrando tempi migliori, affidabilità e possibilità di ricorso.
Confronti indipendenti con servizi ancora tradizionali, accessibilità verificata con utenti reali e apertura ai ricercatori mediante dati sintetici o anonimizzati in modo adeguato. Protezione dei dettagli operativi sensibili. Un marchio pubblico di conformità, se istituito, deve basarsi su verifiche periodiche e non sostituire certificazioni o obblighi europei.
Più potere alle persone. Meno passaggi agli sportelli.
Quanto costa la trasformazione
Quanto costa la trasformazione
Prezzi 2026. Stime programmatiche, non preventivi di gara o stanziamenti disponibili. Importi comprensivi degli oneri fiscali non recuperabili. I costi unitari sono assunzioni da validare con progetti pilota.| Avvio e trasformazione | Miliardi € |
|---|---|
| Revisione di 200 famiglie di procedure × 2 mln € | 0,4 |
| 200 servizi riutilizzabili × 5 mln € | 1,0 |
| 8.000 nodi di adesione × 100.000 € per integrazione locale | 0,8 |
| Infrastruttura comune, dati e strumenti AI | 0,9 |
| Sicurezza: adeguamenti e attivazione dei controlli | 0,9 |
| 2.000 presìdi esistenti × 150.000 € per continuità | 0,3 |
| Formazione: 1 milione di lavoratori × 400 € | 0,4 |
| Accessibilità, accompagnamento e transizione | 0,3 |
| Collaudi, valutazioni e verifiche indipendenti iniziali | 0,2 |
| SUBTOTALE AVVIO | 5,2 |
| Esercizio aggiuntivo nel quinquennio | 3,2 |
| Riserva per imprevisti | 0,6 |
| TOTALE | 9,0 |
I nodi sono unità di integrazione progettuali, anche consortili, non il numero censito delle PA italiane. Servizi centrali e collegamenti locali hanno perimetri distinti. Formazione: costo dei corsi e del supporto; il tempo del personale resta nei bilanci ordinari. Il programma non ricostruisce tutti i sistemi informatici dello Stato.
A regime si ipotizzano 800 milioni annui: 250 per infrastruttura e calcolo, 200 per assistenza e manutenzione, 200 per sicurezza, 100 per continuità territoriale e 50 per verifiche. Gli importi comprendono rinnovi ordinari; grandi sostituzioni future richiedono nuova valutazione. Esclusi stipendi ordinari già finanziati, nuove sedi e interessi su eventuale debito.
Sensibilità: ±25% sugli 8,4 miliardi prima della riserva, mantenendola a 0,6, produce 6,9–11,1 miliardi. Non è un intervallo statistico di affidabilità. Ogni ampliamento del perimetro richiede un nuovo preventivo.Risorse, scadenze e risultati
Risorse, scadenze e risultati
Coperture da deliberare, senza risparmi immaginari
Ipotesi di riparto: 7,5 miliardi di risorse statali e 1,5 di programmi europei ammissibili, entrambi da verificare e autorizzare. Non si presume che il PNRR finanzi nuove spese dopo le sue scadenze. Confronto per progetto con gli investimenti esistenti e con gli altri punti del programma: una piattaforma comune si finanzia una volta sola.
Il risparmio di tempo non equivale a denaro disponibile in bilancio. Esempio puramente illustrativo: 100 milioni di pratiche l’anno × 20 minuti risparmiati dagli uffici = 33,3 milioni di ore; a 30 €/ora, circa un miliardo di capacità lavorativa valorizzata. Non è una previsione né una copertura. Le economie monetarie vanno dimostrate separatamente, ad esempio su licenze e contratti eliminati.
| Quando | Passaggio e condizione |
|---|---|
| Primi 6 mesi | Censimento, base dei tempi e degli errori, selezione dei servizi e revisione normativa. |
| Entro 18 mesi | 20 famiglie di procedure pilota; valutazione indipendente, accessibilità e prova di emergenza prima dell’estensione. |
| Entro 36 mesi | 100 procedure e metà dei presìdi; correzione dei problemi osservati prima di nuovi rilasci. |
| Entro 60 mesi | 200 procedure, 2.000 presìdi e verifica degli obiettivi finali. |
Obiettivi sul catalogo selezionato: −50% del tempo mediano rispetto alla base iniziale, −70% di richieste duplicate di documenti e piani di continuità collaudati per il 100% dei servizi classificati essenziali nel programma. Pubblicare anche tempi del 90° percentile, errori, riesami accolti, incidenti, costo per pratica e risultati per territorio e canale.
Estensione subordinata a soglie di errore e disponibilità definite per ciascun servizio; in caso di superamento, sospendere il modulo interessato e attivare la procedura alternativa. Nessun obiettivo di velocità può compensare un peggioramento dei diritti.Fonti e scelte da deliberare
Fonti e scelte da deliberare
Versione 1.0 • 20 ottobre 2026. Dati osservati, obblighi esistenti e proposte sono distinti. Le fonti tecniche sostengono i criteri di sicurezza: non certificano l’architettura qui proposta. Prima dell’attuazione occorrono verifica normativa aggiornata, progettazione e relazione finanziaria.[1] Legge 132/2025, art. 14: AI nella PA, funzione di supporto, autonomia decisionale e responsabilità della persona. Consulta la fonte
[2] ISTAT, Cittadini e ICT 2025, 22 aprile 2026: connettività delle famiglie e competenze digitali. Consulta la fonte
[3] Dipartimento per la trasformazione digitale, Dati e interoperabilità: PDND e scambio autorizzato dei dati. Consulta la fonte
[4] AgID, Piano triennale ICT 2024–2026, aggiornamento 2026; quadro delle iniziative sulla PA. Consulta la fonte
[5] Commissione europea, AI Act Service Desk, allegato III. Classificazione e obblighi da verificare per il singolo impiego. Consulta la fonte
[6] Garante per la protezione dei dati personali, Processi decisionali automatizzati e profilazione: tutele del GDPR. Consulta la fonte
[7] NCSC e partner internazionali, Guidelines for secure AI system development: sicurezza lungo il ciclo di vita. Consulta la fonte
[8] ACN, Guida alla notifica degli incidenti informatici: adempimenti secondo il regime applicabile. Consulta la fonte
[9] CISA, #StopRansomware Guide: backup offline cifrati e prove di ripristino. Consulta la fonte
Le decisioni politiche da confermare
Approvare perimetro delle 200 procedure, risorse, priorità territoriali e garanzie per i cittadini. Definire per legge gli eventuali nuovi diritti di servizio e i poteri necessari. I 9 miliardi e i tempi indicati sono uno scenario di lavoro, da sottoporre a verifica tecnica e finanziaria.