COORDINAMENTO DEL PROGRAMMA
Un costo, un solo capitolo
Futuro finanzia spazi di comunità, orientamento, formazione adulta, flessibilità e cura non sanitaria. Gli spazi sono immobili o lavorazioni distinti da quelli già pagati da Casa e Scuola. Il fondo per corsi non ripete percorsi Sussidio o attività scolastiche; i 200.000 sostegni alla cura riguardano servizi non clinici e non rimborsano la stessa fattura di altri aiuti. I 200 milioni di interoperabilità sono per dossier e processi di settore, non per ricreare infrastrutture comuni PA. Trasporti e accesso restano servizi mirati ai partecipanti, non un piano generale di trasporto pubblico.
Le dotazioni sono scenari lordi. Le quote già finanziate altrove devono essere escluse dall’impegno; eventuali economie non sono contabilizzate senza una verifica analitica. Gli obiettivi richiedono conferma della capacità del capitolo di sostenerli.
Costi, coperture e quadro complessivo ↗Diritto a costruire il proprio futuro
Il tuo talento merita un futuro.
Vogliamo un’Italia nella quale ciascuno possa sviluppare le proprie capacità, trovare un lavoro dignitoso, avere tempo per la propria vita e sentirsi parte di una comunità. Il decimo punto collega i diritti materiali del programma alla libertà concreta di scegliere, partecipare e cambiare strada.
| Il principio | La proposta concreta |
|---|---|
| Autorealizzazione | Orientamento personale, competenze riconosciute e opportunità di lavoro, impresa, cultura e partecipazione. |
| Flessibilità | Organizzare tempi e luoghi di lavoro con accordi, servizi di cura e tutele, anche per le mansioni in presenza. |
| Appartenenza | Spazi accessibili e progetti condivisi nei quartieri e nei paesi, con libertà di partecipare e di dissentire. |
Proponiamo 12 miliardi pubblici nel 2027–2031: 3 per investimenti e avvio, 9 per servizi progressivamente attivati. A pieno regime 3 miliardi annui di gestione. Sono ipotesi progettuali con coperture da individuare, da coordinare con gli altri nove punti.
L’autorealizzazione è una finalità politica: lo Stato può rimuovere ostacoli e offrire opportunità, non garantire felicità o imporre un modello di vita.Una strada personale verso competenze e lavoro
Una strada personale verso competenze e lavoro
Una persona può voler diventare artigiano, ricercatrice, imprenditore, artista o professionista; può voler rientrare al lavoro dopo la cura di un familiare o ricominciare dopo una crisi. Il servizio pubblico deve aiutare a costruire un percorso realistico, senza assegnare etichette definitive.
| Strumento proposto | Come si usa |
|---|---|
| Un referente riconoscibile | Rafforzare i servizi per il lavoro già esistenti con orientatori qualificati. Primo colloquio entro 30 giorni per chi aderisce al programma e piano condiviso entro i successivi 30, con priorità alle fragilità. |
| Bilancio delle competenze | Valutare esperienze formali e informali, interessi e vincoli. Dossier portabile, aggiornabile e sotto controllo della persona; certificazioni solo attraverso organismi abilitati. |
| Dote di formazione mirata | Fino a 250.000 percorsi annui a regime, costo medio proposto 3.000 €. Moduli scelti per fabbisogni reali, riconoscibilità delle competenze e qualità dell’erogatore. |
| Ponti verso il lavoro | Apprendistato, tirocini con tutor e indennità dovuta, incontri con imprese e prove pratiche accessibili. Contrastare sostituzioni di personale con tirocini ripetuti. |
| Una seconda possibilità | Percorsi compatibili con disabilità, età adulta, responsabilità familiari e rientro dopo malattie; raccordo con servizi sociali e sanitari quando necessario. |
| Idee che diventano attività | Tutoraggio e piccoli contributi competitivi per impresa, artigianato, cooperazione e progetti culturali. Verifica del mercato, traguardi intermedi e assistenza amministrativa. |
Il lavoro deve consentire di vivere
Accesso a lavori regolari, retribuzioni adeguate e comprensibili, sicurezza e rispetto dei contratti. Negli interventi finanziati verificare paghe, contributi, salute e qualità delle opportunità; rafforzare la collaborazione con gli organi ispettivi senza confondere orientamento e controllo.
La scelta del percorso resta personale. L’AI può suggerire opportunità e semplificare la ricerca, ma non decide chi “ha talento”, chi riceve un aiuto o chi deve rinunciare a un’ambizione. Decisioni motivate, revisione umana e possibilità di correggere i dati.
Deve essere possibile ricominciare.
Più libertà di organizzare il proprio tempo
Più libertà di organizzare il proprio tempo
La flessibilità utile rende compatibili produttività, salute e vita personale. Deve riguardare anche infermieri, operai, negozianti e lavoratori su turni. Il lavoro agile è già disciplinato: volontarietà, accordo individuale e disconnessione sono richiamati dal Protocollo nazionale del settore privato [3].
| Proposta | Tutele e verifiche |
|---|---|
| Accordi su tempi e luoghi | Lavoro ibrido dove compatibile, fasce di ingresso e uscita e obiettivi realistici. Strumenti adeguati, sicurezza e parità nelle opportunità di carriera. |
| Turni più prevedibili | Promuovere tramite contrattazione un preavviso ordinario di almeno 14 giorni, scambi volontari e regole trasparenti per emergenze. È un obiettivo proposto, non una regola oggi universale. |
| Disconnessione effettiva | Fasce protette, carichi compatibili con l’orario e canali di segnalazione. Misurare risultati e qualità senza sorveglianza continua o penalità per chi si disconnette. |
| Riduzione sperimentale dell’orario | Piloti concordati a parità di retribuzione, con valutazione di produttività, carichi, assenze e continuità dei servizi. Distinguere una vera riduzione dalla compressione delle stesse ore in quattro giorni. |
| Servizi che liberano tempo | Sostegno mirato a cura dei figli e familiari, trasporti e accessibilità. Orari dei servizi coordinati con quelli dei lavoratori. |
| Rientri e transizioni | Formazione al rientro, part-time volontario e reversibilità concordata, senza presumere che la cura debba ricadere sulle donne. |
Fondo pilota proposto di 300 milioni annui a regime: un esempio di dimensionamento è 10.000 progetti organizzativi da 30.000 € medi. Finanzia diagnosi, riorganizzazione, strumenti e formazione; non copre la riduzione generalizzata dell’orario né tutti i relativi costi salariali. Eventuali costi ulteriori devono essere concordati e finanziati prima dell’avvio.
Una flessibilità accessibile anche alle piccole imprese
Accordi territoriali e servizi condivisi per chi non ha un ufficio del personale. Tutela dell’organizzazione produttiva, confronto con lavoratori e rappresentanze, verifica indipendente dei piloti. Correggere o fermare le sperimentazioni che aumentano stress, lavoro non pagato o disservizi.
Il tempo di vivere ha valore.
Una comunità nella quale trovare il proprio posto
Una comunità nella quale trovare il proprio posto
L’appartenenza nasce da relazioni, luoghi accessibili e responsabilità condivise. Proponiamo una rete di Spazi del Futuro ricavata prioritariamente da biblioteche, centri civici e immobili pubblici esistenti, evitando nuove strutture senza personale o attività.
| Idea | Attuazione |
|---|---|
| Mille spazi nella prima fase | Luoghi per orientamento, studio, lavoro condiviso, laboratori artigiani, cultura e incontri. Distribuzione per bisogni, accessibilità e copertura territoriale; non uno in ogni comune. |
| Generazioni che si incontrano | Mentori volontari e professionisti qualificati per mestieri, digitale e cultura. Se l’attività è professionale, prevedere contratto e compenso; coordinare il sussidio di formazione già proposto. |
| Progetti scelti dai territori | Piccoli bandi per rigenerazione, cultura, sport e servizi di vicinato. Valutazione pubblica, conflitti di interesse dichiarati e controllo delle spese. |
| Contrasto all’isolamento | Attività raggiungibili, accompagnamento per persone fragili e contatti volontari. Invio ai servizi competenti quando emerge un bisogno, senza trasformare i volontari in terapeuti. |
| Una comunità aperta | Lingua italiana, conoscenza delle istituzioni e regole comuni; accesso senza discriminazioni, rispetto della libertà religiosa e della laicità dei servizi pubblici. |
| Partecipazione concreta | Consultazioni comprensibili e rendicontazione delle decisioni. Piccoli bilanci partecipativi sperimentali, con vincoli di spesa espliciti e strumenti anche non digitali. |
La partecipazione è volontaria. Tessere associative, consenso politico o religioso e attività di volontariato non possono diventare condizioni per ottenere servizi essenziali. Il tempo donato non sostituisce posti di lavoro né diritti sociali; prevedere assicurazione, formazione e protezione dei minori e delle persone vulnerabili.
Essere parte senza dover essere tutti uguali
Accessibilità fisica, sensoriale e cognitiva; orari serali e nel fine settimana dove sostenibili; iniziative progettate insieme agli abitanti. Appartenenza significa poter contribuire ed essere ascoltati, compreso chi critica le scelte pubbliche o preferisce non partecipare.
Un posto per partecipare. Spazio per essere sé stessi.
Premiare opportunità che durano
Premiare opportunità che durano
Finanziare corsi o iscrizioni non basta. Proponiamo di valutare ciò che accade dopo: competenze acquisite, lavoro di qualità, continuità dei percorsi e accesso delle persone che incontrano più ostacoli.
| Fondo premiale annuo a regime | Milioni € | Condizione |
|---|---|---|
| Servizi e formazione | 100 | Percorsi completati e opportunità durature verificate a 6 e 12 mesi; confronto tra utenti con bisogni comparabili. |
| Imprese partecipanti | 60 | Qualità del lavoro, inclusione e progressi organizzativi; nessun premio automatico per assunzioni che sarebbero comunque avvenute. |
| Comunità e progetti locali | 40 | Accessibilità, partecipazione continuativa e benefici documentati; non soltanto presenze a eventi. |
| TOTALE | 200 | Dotazione massima, da assegnare dopo verifica. |
Regole per evitare una gara sui più facili da aiutare
Risorse di base per la presa in carico e quota premiale aggiuntiva. Distinguere i risultati per condizioni iniziali e territorio; controllare rifiuti, abbandoni ed esclusioni. Una persona con maggiori difficoltà non deve diventare una penalità per il servizio. Le valutazioni degli utenti sono raccolte in modo indipendente e non determinano da sole i premi.
Proponiamo un tetto al premio di struttura pari al 10% del finanziamento ammissibile del progetto, entro i fondi disponibili. Esempio: progetto da 500.000 €, premio massimo 50.000 €. La graduatoria combina risultati assoluti e miglioramenti rispetto a una base verificata; pesi e indicatori vanno validati nei piloti prima dell’estensione.
Dati al servizio della persona
Raccogliere soltanto dati necessari, con base giuridica e tempi di conservazione definiti. Nessun punteggio sociale di cittadinanza, riconoscimento delle emozioni o graduatoria pubblica delle persone. Pubblicare dati aggregati; permettere correzione, reclamo e riesame umano. Verifiche sui fornitori per evitare corsi fittizi, fatture duplicate e collocamenti simulati.
I premi sono inclusi una sola volta nei costi. Premi ai lavoratori eventualmente finanziati all’interno delle somme assegnate, secondo contrattazione e contributi dovuti. Evitare che una riduzione degli standard o dei servizi produca un miglioramento apparente dell’indicatore.
Un piano finanziario proporzionato e verificabile
Un piano finanziario proporzionato e verificabile
| Investimenti e avvio nel quinquennio | Miliardi € |
|---|---|
| 1.000 spazi esistenti × 1,5 milioni medi di recupero | 1,50 |
| Attrezzature e laboratori della rete | 0,30 |
| Interoperabilità dei servizi e dossier delle competenze | 0,20 |
| Accessibilità e adeguamenti ulteriori distinti dai recuperi | 0,50 |
| Progettazione, verifiche e riserva | 0,50 |
| TOTALE | 3,00 |
| Gestione aggiuntiva annua a pieno regime | Miliardi € |
|---|---|
| 5.000 orientatori × 60.000 € costo datore medio | 0,30 |
| 250.000 percorsi formativi × 3.000 € medi, distinti dai corsi già finanziati da Sussidio e Scuola | 0,75 |
| 200.000 sostegni a servizi di cura non sanitaria × 3.000 € medi | 0,60 |
| 1.000 spazi × 300.000 € di gestione annua | 0,30 |
| 10.000 microprogetti × 30.000 € medi | 0,30 |
| Piloti di flessibilità organizzativa | 0,30 |
| Fondo premiale complessivo | 0,20 |
| Valutazione, assistenza e protezione dei dati | 0,10 |
| Trasporti e accesso per persone fragili | 0,15 |
| TOTALE ANNUO | 3,00 |
I sostegni ai servizi di cura sono mirati al bisogno economico e familiare, coordinati con i benefici esistenti; non finanziano l’intero sistema nazionale di assistenza. La dote formativa copre servizi, non un nuovo sussidio monetario universale. I microprogetti hanno traguardi e pagamenti documentati.
Sensibilità: +20% sulla gestione implica +0,6 miliardi annui. Una variazione del ±25% sui 2,5 miliardi prima della riserva fissa di 0,5 porta gli investimenti a 2,375–3,625 miliardi. Non sono intervalli statistici.Cinque anni per rendere le opportunità accessibili
Cinque anni per rendere le opportunità accessibili
| Fase | Impegno proposto |
|---|---|
| Primo anno | Mappa dei servizi e degli immobili, accordi territoriali, piloti rappresentativi e dati di partenza. Primo anno di preparazione e valutazione, senza premi automatici. |
| Secondo e terzo anno | Estendere i servizi dopo verifica di qualità e accesso; aprire gli spazi con personale e attività finanziati; valutare i primi esiti a 12 mesi. |
| Quarto e quinto anno | Completare la prima fase e verificare capacità e risultati. Correggere o interrompere misure inefficaci, proteggendo le persone già prese in carico. |
Obiettivi misurabili
Almeno il 90% dei partecipanti ammessi con un primo colloquio entro 30 giorni; accessibilità verificata in tutti gli spazi finanziati; pubblicazione dei risultati a 6 e 12 mesi dei percorsi formativi e lavorativi. Obiettivo politico: portare la quota italiana di NEET sotto il 10% entro il 2031. Non è una previsione né un risultato attribuibile al solo programma.
Ministero del Lavoro, Regioni, Comuni e soggetti accreditati attuano nelle rispettive competenze; collaborazione con imprese, parti sociali e Terzo settore attraverso procedure appropriate. Nessuna nuova banca dati separata quando è possibile collegare in sicurezza quelle esistenti.
Coperture e limiti
Stanziamenti pluriennali da deliberare; risorse europee solo se disponibili e ammissibili. Riutilizzare fondi esistenti solo dopo ricognizione di impegni e scadenze. Non considerare risparmi assistenziali, nuove imposte o crescita futura come entrate certe. Dal 2032 servono 3 miliardi annui se tutti i servizi proseguono, oltre ai futuri investimenti.
Eliminare sovrapposizioni con scuola, sussidi, PA, sanità e interventi edilizi degli altri punti. Il quadro economico unitario distingue periodi, finanziatori e componenti di spesa.Dieci diritti per poter scegliere la propria vita
Dieci diritti per poter scegliere la propria vita
Una casa offre stabilità. Un sostegno permette di affrontare le difficoltà. Acqua, energia, salute e giustizia rendono possibile una vita sicura. Scuola, lavoro e istituzioni accessibili aprono possibilità. Il loro valore si misura anche nella libertà delle persone di costruire il proprio futuro.
| Punto del programma | Contributo alla vita delle persone |
|---|---|
| 1 • Casa | Un luogo dignitoso dal quale partire. |
| 2 • Sussidio | Sostegni definiti per i passaggi e i bisogni della vita. |
| 3 • Acqua | Una risorsa essenziale disponibile e protetta. |
| 4 • Stato semplice | Servizi comprensibili e tempo restituito ai cittadini. |
| 5 • Fisco giusto | Regole chiare e contributo equo alla comunità. |
| 6 • Scuola | Conoscenza, talenti e possibilità di crescere. |
| 7 • Giustizia | Diritti tutelati e responsabilità effettive. |
| 8 • Cura | Accesso alle cure e continuità dell’assistenza. |
| 9 • Energia | Sicurezza delle forniture e costi sostenibili. |
| 10 • Futuro | Autorealizzazione, flessibilità e appartenenza. |
Il nostro impegno
Vogliamo che il luogo in cui si nasce, una difficoltà economica o un’interruzione del percorso non decidano per sempre ciò che si può diventare. Vogliamo valorizzare il merito e riconoscere gli ostacoli reali, dare spazio all’iniziativa e costruire comunità capaci di sostenersi.
Ogni persona deve poter contribuire secondo le proprie possibilità: con il lavoro, la cura, lo studio, la creatività o l’impegno civico. Nessuno deve dimostrare la propria utilità per meritare dignità.
Dieci diritti. La libertà di costruire il tuo futuro.
Fonti e criteri di lettura
Fonti e criteri di lettura
Versione 1.0 • 20 ottobre 2026. Dati osservati e proposte sono distinti. Gli obiettivi e i costi non sono certificati dalle fonti statistiche.[1] Eurostat, Fewer young people not in work or education in 2025, 28 maggio 2026; NEET 15–29 anni, dataset edat_lfse_20. Consulta la fonte
[2] ISTAT, Il mercato del lavoro, IV trimestre 2025, pubblicato il 12 marzo 2026; dati annuali 2025. Consulta la fonte
[3] Ministero del Lavoro, Protocollo nazionale sul lavoro agile nel settore privato, accordo del 7 dicembre 2021. Consulta la fonte
Due indicatori diversi
Eurostat indica per il 2025 una quota NEET del 13,3% in Italia e dell’11% nell’UE, riferita ai 15–29enni. ISTAT rileva un tasso medio di occupazione del 62,5% tra i 15–64enni nel 2025 [2]. Età, popolazioni e definizioni sono diverse: i valori non vanno sommati né interpretati come complementari.
Una valutazione che permetta di correggere
Verificare le transizioni a lavoro e formazione, la qualità dei contratti, le retribuzioni, la permanenza a 12 mesi e le persone rimaste escluse. Per la flessibilità misurare ore effettive, carichi e qualità dei servizi. Per la comunità rilevare accessibilità e relazioni attraverso indagini volontarie, senza profilare politicamente gli utenti.
Il confronto prima e dopo non dimostra da solo un effetto del programma. Usare piloti, gruppi comparabili quando appropriato, dati di contesto e valutazione indipendente. Pubblicare anche gli esiti sfavorevoli; non sospendere tutele individuali per migliorare una statistica.