COORDINAMENTO DEL PROGRAMMA
Un costo, un solo capitolo
Sussidio è titolare degli assegni e dei compensi ai pensionati, dei tutor e dei corsi legati ai propri beneficiari. Futuro finanzia percorsi formativi distinti: la stessa persona può accedere a servizi diversi, ma il medesimo corso, tutoraggio o rimborso si paga una sola volta. I 150 milioni annui per sistemi e controlli coprono gestione delle prestazioni e controlli specifici, non una replica delle infrastrutture PA. Il coordinamento con prestazioni esistenti non genera risparmi contabilizzati prima della microsimulazione.
Le dotazioni sono scenari lordi. Le quote già finanziate altrove devono essere escluse dall’impegno; eventuali economie non sono contabilizzate senza una verifica analitica. Gli obiettivi richiedono conferma della capacità del capitolo di sostenerli.
Costi, coperture e quadro complessivo ↗Diritto al sussidio
Una mano quando serve. Un futuro da costruire.
Cinque sostegni per accompagnare le persone nelle fasi decisive della vita: crescere un figlio, andare a scuola, trasmettere un mestiere, ritrovare lavoro e frequentare l’università. Una domanda semplice, impegni proporzionati e controlli trasparenti: questo è il diritto al sussidio proposto da 10 Volte Meglio.
| MATERNITÀ | SCUOLA | ESPERIENZA |
|---|---|---|
| 500 €/mese Fino a 6 anni | 150 € + 50 €/mese Base e premio educativo | 300 €/mese 10 mesi di tutoraggio |
| LAVORO | UNIVERSITÀ |
|---|---|
| 600 €/mese Inclusione e attività utili | 400 €/mese 10 mesi per anno accademico |
Un investimento da rendere sostenibile
Scenario illustrativo: 6,7 miliardi nel primo anno e circa 10 miliardi annui a regime. Le platee sono ipotesi di calcolo, non conteggi ufficiali degli aventi diritto. Nessuna copertura finanziaria è qui certificata.
Due fatti da cui partire
Nel 2025 l’ISTAT stima provvisoriamente 355.000 nascite [1]. Nello stesso anno l’Assegno unico ha raggiunto circa 6,3 milioni di nuclei e quasi 10 milioni di figli [2]. Esiste già una rete di sostegno: la proposta deve integrarla, con regole comprensibili.
Il bisogno si ascolta. L’impegno si sostiene.
Una regola di accesso chiara
Una regola di accesso chiara
“Requisiti attuali” non significa un’unica graduatoria
Oggi ADI, Supporto per la formazione e il lavoro, Assegno unico e borse universitarie hanno requisiti diversi. L’ADI usa un ISEE fino a 10.140 euro, insieme a condizioni di reddito, patrimonio, composizione familiare e soggiorno; non basta essere disoccupati. Il SFL riguarda la fascia 18–59 anni e prevede attualmente 500 euro mensili durante i percorsi previsti [3–4].
La scelta adottata per questa proposta
Proponiamo una nuova soglia comune ISEE di 10.140 euro, aggiornata annualmente, con verifica patrimoniale ispirata all’ADI. Non importiamo il requisito ADI di avere nel nucleo minori, persone con disabilità, ultrasessantenni o altri componenti tutelati: escluderebbe parte dei giovani ai quali vogliamo rivolgerci. È quindi una nuova disciplina, non una semplice estensione automatica delle misure vigenti.
La legge dovrà definire residenza e soggiorno in conformità al diritto UE, patrimonio e nucleo familiare, usando per l’università l’ISEE specifico. Accesso anche allo sportello, ISEE corrente quando consentito e rinnovo annuale. Una fascia di uscita graduale sopra soglia è consigliata, ma il suo costo è escluso dal preventivo finché non sarà definita.
Cumulabile non significa senza verifica economica
Per la maternità, stipendio, pensione, invalidità e assegno divorzile non sono cause automatiche di esclusione. Restano però nel calcolo economico secondo le regole applicabili: per introdurre un assegno a ogni madre indipendentemente dal reddito, serve la variante universale, molto più costosa, descritta nei conti.
La proposta non abolisce AUU, indennità di maternità, pensioni o prestazioni per disabilità. Per rendere effettivo il cumulo occorre escludere espressamente i nuovi sostegni familiari dai calcoli che altrimenti ridurrebbero altri aiuti. Il preventivo non contabilizza risparmi automatici su prestazioni esistenti.
Scuola e maternità possono coesistere per figli diversi. Per la stessa persona, lavoro e università sono alternativi nello stesso mese; il sostegno lavoro va coordinato con ADI, SFL e NASpI evitando duplicazioni della medesima funzione. Nessun doppio rimborso della stessa spesa con borse o altri fondi. La relazione tecnica dovrà quantificare questi incroci.
Una domanda sola. Regole leggibili.
Crescere e andare a scuola
Crescere e andare a scuola
1. Maternità — 500 euro al mese
Per ogni figlio ammesso, dalla nascita fino al sesto compleanno, per un massimo di tre figli beneficiari. Avvio proposto sulle nascite dal 2027, senza arretrati. Durata potenziale di 72 mesi, con permanenza dei requisiti economici verificata annualmente. Accredito alla madre; continuità al genitore o affidatario che cura il minore in caso di decesso o impossibilità, secondo regole da stabilire.
Raccomandiamo di includere adozioni e parti plurimi con una disciplina dedicata. L’ipotesi iniziale prevede almeno tre anni tra una nascita e la successiva: proponiamo di eliminare questo vincolo, che penalizzerebbe gemelli e figli ravvicinati e condizionerebbe scelte familiari. Il tetto di tre figli rimane. Il modello finanziario assume una platea ammessa già selezionata e non stima separatamente queste estensioni.
Il sostegno affianca servizi per l’infanzia, consultori e conciliazione del lavoro. L’assegno da solo non garantisce un aumento delle nascite: valuteremo benessere dei bambini, povertà familiare e partecipazione delle madri al lavoro, senza promettere effetti demografici certi.
2. Studio — 150 euro di base e 50 di premio
Per ogni figlio dai 6 anni fino al diciottesimo compleanno iscritto a scuola, per 12 mesi l’anno. La quota base richiede frequenza e un patto educativo, con assenze giustificate e percorsi personalizzati. Il premio segue l’esito positivo dell’anno precedente; nel primo anno di accesso si applica un criterio di partecipazione verificabile.
La condizione iniziale “sempre promosso e non violi la legge” viene qui trasformata: una bocciatura attiva recupero e tutoraggio, senza cancellare il sostegno essenziale. Malattia, disabilità e DSA richiedono criteri adeguati. Non proponiamo una perdita automatica per qualsiasi illecito o una semplice denuncia: le responsabilità sono personali e un minore deve poter continuare a studiare.
Condotte gravi accertate richiedono un percorso educativo e le conseguenze previste dalla legge, con contraddittorio. Ogni eventuale sospensione della sola quota premiale deve essere proporzionata e motivata. Nei costi ipotizziamo che il 60% riceva il premio: 180 euro medi mensili, non una previsione del tasso di promozione.
Aiutare un figlio a crescere. Mai lasciarlo indietro.
Esperienza e lavoro utile
Esperienza e lavoro utile
3. Formazione — il mestiere diventa patrimonio comune
Pensionate e pensionati tra 60 e 90 anni possono aderire volontariamente a corsi presso enti accreditati, scuole professionali e Comuni. Proposta: 300 euro mensili per 10 mesi, a fronte di 20 ore mensili documentate tra docenza e tutoraggio. Competenze verificate, formazione didattica iniziale, accessibilità e valutazione degli allievi.
Si tratta di un compenso per attività effettiva: la legge deve chiarire contratto, imposte, contributi e compatibilità con ciascun tipo di pensione, comprese quelle anticipate. Gli importi del preventivo sono oneri lordi convenzionali: se emergono contributi aggiuntivi vanno finanziati. Non basta chiamarlo sussidio per sottrarlo alla disciplina del lavoro.
Raccomandiamo di sostituire il limite rigido di 90 anni con idoneità e disponibilità individuali. L’avvio è su posti formativi effettivamente organizzati, con priorità economica; non promettiamo un compenso a tutti i pensionati in assenza di corsi. Filiere iniziali: artigianato, manutenzione, agricoltura, amministrazione e competenze digitali di base.
4. Lavoro — 600 euro e un percorso per ripartire
Per persone disoccupate dai 18 ai 60 anni che non trovano un’occupazione, con presa in carico dei servizi per il lavoro e sociali. Durata iniziale di 12 mesi, rinnovabile dopo verifica. Patto individuale: ricerca attiva, formazione e attività utili alla comunità, indicative 8–16 ore settimanali, compatibili con salute e responsabilità di cura.
Comuni, loro enti e soggetti convenzionati organizzano progetti aggiuntivi: cura degli spazi comuni, supporto culturale e accompagnamento non sanitario. Tutori, coperture assicurative, dispositivi e formazione sulla sicurezza sono obbligatori. Le attività non sostituiscono dipendenti, appalti o posti vacanti e non diventano lavoro ordinario sottopagato; per quello serve un contratto regolare.
Esenzioni e adattamenti per disabilità, malattia, gravidanza e cura non sostituibile. Nessuna sanzione se l’ente non offre un percorso adeguato. Rifiuti ingiustificati ripetuti richiedono contestazione, ascolto e conseguenze graduali. Raccomandiamo di estendere la protezione dai 61 anni fino alla pensione, evitando un vuoto: questa estensione non è inclusa nel costo base.
L’esperienza non va in pensione. Il lavoro torna al centro.
Studiare, con regole e opportunità
Studiare, con regole e opportunità
5. Specializzazione — 400 euro al mese
Per persone tra 18 e 30 anni all’ingresso nel programma, iscritte all’università, per 10 mesi ogni anno e per la durata ordinaria del percorso ammesso. Proponiamo il primo percorso universitario, inclusa la prosecuzione magistrale coerente, senza finanziare seconde lauree. Chi compie 31 anni durante il percorso ammesso non perde automaticamente l’aiuto.
“In regola con gli esami” diventa un criterio pubblicato e verificabile: proponiamo 20 CFU entro la verifica del primo anno e poi almeno il 75% dei crediti annuali previsti, con adattamenti per part-time, disabilità e sospensioni giustificate. Queste sono nuove soglie proposte, non i requisiti vigenti delle borse regionali. Una finestra di recupero evita revoche sproporzionate.
Le borse per il diritto allo studio esistono già, con limiti economici e requisiti propri [5]. Il nuovo assegno deve coordinarsi con esse, alloggi e mense: nessuna abolizione automatica e nessun doppio rimborso. Raccomandiamo anche un futuro canale ITS Academy, da finanziare separatamente.
L’AI aiuta gli uffici. Le persone decidono.
INPS come canale di domanda e pagamento, con scuole, università, servizi sociali e centri per l’impiego responsabili delle attestazioni. L’AI può rilevare duplicazioni, documenti mancanti e anomalie; non deve formulare un giudizio morale sulle persone. Si usano soltanto dati necessari, attraverso collegamenti autorizzati e tracciati.
Ogni diniego, sospensione o recupero richiede una valutazione umana effettiva, motivazione comprensibile e un canale di rettifica. Obiettivo proposto: riesame amministrativo entro 30 giorni, senza pregiudicare i ricorsi previsti. Vietati punteggi sociali, sorveglianza dei social network e automatismi basati su semplici segnalazioni.
Prima dell’avvio: valutazione d’impatto sui dati e sui diritti, verifica degli obblighi applicabili dell’AI Act, controlli sugli errori e sulle discriminazioni, registri degli accessi e audit indipendenti. I sistemi che incidono sull’accesso a prestazioni pubbliche essenziali possono rientrare nell’alto rischio [6–7].
Controlli intelligenti. Decisioni umane.
Il conto, voce per voce
Il conto, voce per voce
Importi a prezzi 2026. Le quantità sotto sono ipotesi programmatiche da verificare con una microsimulazione INPS–ISTAT: non derivano automaticamente dalla soglia ISEE e non rappresentano una previsione ufficiale. Il modello assume requisiti mantenuti e adesione stabile.
| Sostegno / ipotesi | Calcolo annuo | Mld € |
|---|---|---|
| Maternità: 600.000 posizioni a regime | 600.000 × 500 × 12 | 3,60 |
| Scuola: 1.000.000 figli | 1.000.000 × 180 × 12 | 2,16 |
| Formazione: 50.000 pensionati | 50.000 × 300 × 10 | 0,15 |
| Lavoro: 300.000 annualità equivalenti | 300.000 × 600 × 12 | 2,16 |
| Università: 150.000 studenti | 150.000 × 400 × 10 | 0,60 |
| Totale trasferimenti / compensi | 8,67 | |
| Servizi, organizzazione e controlli | 0,90 | |
| Riserva di programmazione | 0,43 | |
| TOTALE ANNUO A REGIME | 10,00 |
I 900 milioni di attuazione comprendono ipotesi di 450 milioni per tutor e servizi sociali, 300 per corsi, progetti e assicurazioni, 150 per sistemi e controlli. La riserva vale circa il 5% dei trasferimenti. Non è una copertura contro qualsiasi scostamento.
Sensibilità: se tutte le platee variano del ±25%, ferme le altre voci, il costo annuo va da 7,83 a 12,17 miliardi. Non è un intervallo statistico. Indicizzazione, ampliamento oltre i 60 anni e fascia di uscita ISEE richiedono stanziamenti aggiuntivi.
Avvio e coperture da costruire
Avvio e coperture da costruire
La maternità entra gradualmente a regime
Assumiamo 100.000 nuovi figli ammessi ogni anno, distribuiti uniformemente nei dodici mesi, per sei anni di beneficio. Il primo anno vale circa mezza annualità: 0,3 miliardi, poi 0,9; 1,5; 2,1; 2,7; 3,3; infine 3,6. Il limite di tre figli e gli altri requisiti sono assunti già incorporati nelle ammissioni: occorre verificarli sui dati.
La variante con maternità universale
Usando soltanto come riferimento le 355.000 nascite ISTAT del 2025 e ipotizzandole costanti, 500 euro × 12 mesi × 6 coorti portano a 12,78 miliardi annui per la sola maternità. È un ordine di grandezza prima del limite di tre figli, delle adozioni e delle dinamiche demografiche. Con le altre voci invariate, il totale salirebbe a circa 19,18 miliardi. Non è la variante finanziata dallo scenario base.
Un diritto stabile richiede entrate stabili
Il fabbisogno è nuova spesa lorda aggiuntiva: non abbiamo individuato coperture certificate. Proponiamo un fondo nazionale alimentato da risorse strutturali del bilancio statale, da specificare nella legge istitutiva. Revisione di agevolazioni inefficienti e riallocazioni sono opzioni da quantificare, non entrate già disponibili. Non contabilizziamo recuperi di evasione o frodi ancora da realizzare.
I fondi europei possono concorrere a servizi e formazione quando ammissibili, ma non sostituiscono una copertura permanente degli assegni. Prima della legge: microsimulazione delle platee, compatibilità con prestazioni vigenti, trattamento fiscale e contributivo, relazione tecnica e copertura verificata. Se il costo eccede le risorse, si correggono pubblicamente importi o perimetro prima di istituire il diritto: niente click day per chi possiede i requisiti.
Dalla proposta ai risultati
Dalla proposta ai risultati
Tre tappe verificabili
| Quando | Risultato da pubblicare |
|---|---|
| Primi 100 giorni | Disegno di legge, confronto con enti, simulazione delle platee e delle coperture. |
| Entro 12 mesi dalla legge finanziata | Domanda unica; sportelli; avvio assegni e primi corsi/progetti territoriali. |
| Ogni sei mesi | Tempi di pagamento, accesso effettivo, ricorsi, costi e risultati; valutazione indipendente. |
Il calendario dei costi assume avvio nel 2027: se l’approvazione slitta, gli anni vanno riallineati. Obiettivi di servizio proposti: almeno il 90% delle pratiche complete deciso entro 60 giorni; riesami entro 30 giorni; nessun diniego esclusivamente algoritmico.
Misurare ciò che cambia nella vita
Maternità: puntualità dei pagamenti e disagio economico. Scuola: frequenza, abbandono e recupero, distinguendo le fragilità. Formazione: ore realmente svolte, completamenti e competenze apprese. Lavoro: inserimenti regolari a 6 e 12 mesi, qualità e durata dei contratti. Università: crediti, completamento e accesso degli studenti svantaggiati. Pubblicazione aggregata, senza esporre beneficiari.
Le scelte da deliberare
| Ipotesi alternativa | Soluzione proposta |
|---|---|
| Tre anni tra le nascite | Eliminare la distanza minima; conservare il tetto di tre figli. |
| Sempre promosso e nessun illecito | Base protetta; premio e sostegno educativo; conseguenze individuali e proporzionate. |
| Pensionati 60–90 | Volontarietà, competenza e idoneità; rivedere il tetto di età. |
| Lavoro 18–60 | Proteggere anche il tratto fino alla pensione; costo da aggiungere. |
| Controllo tramite AI | AI di supporto, responsabile umano e diritto al riesame. |
Sostegno quando serve. Opportunità per ripartire.
Fonti e criteri di lettura
Fonti e criteri di lettura
Versione 1.0 • 20 ottobre 2026. I dati osservati descrivono i periodi delle fonti. Importi dei nuovi assegni, platee, costi, soglie universitarie e tempi sono proposte. Nessuna stima equivale a uno stanziamento o a un diritto già vigente.
[1] ISTAT, Indicatori demografici – Anno 2025, pubblicato nel 2026. 355.000 nascite: dato provvisorio. Consulta la fonte
[2] INPS, Assegno unico e universale: dati aggiornati a dicembre 2025, febbraio 2026. 6.305.023 nuclei e 9.976.274 figli; non sono le platee dei nuovi sussidi. Consulta la fonte
[3] INPS, scheda Assegno di inclusione. Fonte per la soglia ISEE e la distinzione tra requisiti economici e familiari. Consulta la fonte
[4] Ministero del Lavoro, Supporto per la formazione e il lavoro. Fonte per età, importo corrente e natura dei percorsi, inclusi i PUC. Consulta la fonte
[5] MUR, Diritto allo studio. Quadro delle borse e aggiornamenti 2026/27; condizioni operative nei bandi regionali. Consulta la fonte
[6] Garante per la protezione dei dati personali, processi decisionali automatizzati e profilazione. Riferimento: art. 22 GDPR e garanzie applicabili. Consulta la fonte
[7] Commissione europea, AI Act Service Desk, Allegato III, punto 5(a). Sistemi relativi all’accesso a prestazioni pubbliche essenziali; qualificazione e obblighi da verificare sul sistema concreto. Consulta la fonte
Il format comune dei dieci punti
Titolo: “Diritto a…” con la preposizione adatta — Diritto alla casa, Diritto al sussidio. Apertura di un minuto con promessa, importi o obiettivi e due dati reali; approfondimenti su azioni, fattibilità, conti, tempi e fonti. Ogni numero deve essere riconoscibile come dato osservato, obiettivo politico o ipotesi di costo.